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  • Roma - Giovedì 1 Ottobre 2026

Peskov: "Su Kaliningrad non stiamo cercando alcun conflitto"

Il portavoce del Cremlino chiarisce la posizione di Mosca sull'exclave baltica in un quadro di crescenti attriti tra Russia e Nato. Intanto sui cieli ucraini si registrano nuovi raid con droni.

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Crescono le tensioni internazionali lungo l'asse tra la Russia e l'Alleanza Atlantica sullo scacchiere strategico dell'exclave di Kaliningrad, mentre sul terreno proseguono i raid aerei e gli attacchi droni.

A smorzare i toni sugli avvertimenti inviati nei giorni scorsi alla Nato — nei quali Mosca si diceva pronta a impiegare l'intero arsenale per difendere il proprio territorio da eventuali blocchi — è intervenuto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. L'avvertimento "non dovrebbe essere interpretata come una dichiarazione conflittuale", ha dichiarato Peskov. "In quale contesto vengono rilasciate queste dichiarazioni? Nel contesto della continua e piuttosto rapida militarizzazione dell'Europa e degli Stati europei", ha aggiunto il portavoce.

In sede comunitaria, la posizione dell'Unione europea resta fermamente critica nei confronti delle recenti uscite di Mosca inerenti agli scenari militari nel Baltico. Il portavoce della Commissione Ue, Christian Wigand, ha ribadito la linea di Bruxelles condannando la "retorica nucleare irresponsabile della Russia" e confermando l'intenzione delle istituzioni europee di "non cadere nella trappola russa" né di prestare il fianco a "tattiche basate su intimidazione e allarmismo".

Sul fronte bellico, la capitale ucraina ha registrato una drammatica notte di attacchi. Un drone russo ha colpito un edificio scolastico nel distretto di Solomianskyi: "I bambini si trovavano nel rifugio. I servizi di emergenza si stanno dirigendo sul posto", ha comunicato il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, confermando che l'impatto ha sfiorato la strage senza causare vittime tra gli alunni.

Un secondo velivolo non pilotato ha centrato la sede dell'Istituto di Ricerca Nucleare di Kiev. L'Ispettorato statale per la regolamentazione nucleare dell'Ucraina ha denunciato l'episodio: "Il reattore Vvr-M è utilizzato come sorgente di neutroni per la ricerca fondamentale e applicata in fisica nucleare. Pertanto, l'attacco del drone alla sede dell'Istituto di Ricerca Nucleare rappresenta un'aggressione contro un impianto nucleare civile che svolge esclusivamente funzioni scientifiche e di ricerca. Si tratta dell'ennesima dimostrazione del cinico disprezzo della Russia per i principi e gli standard di sicurezza nucleare e radiologica riconosciuti a livello internazionale, e costituisce un crimine di guerra".

L'ente ha confermato che il reattore, disattivato dal febbraio 2022, non ha subito danni strutturali e i livelli di radiazione sono rimasti stabili.

Da Mosca, il ministero della Difesa russo ha rivendicato gli attacchi condotti nella notte spiegando di aver "colpito centri logistici e di comunicazione, nonché navi militari impiegate dalle forze armate ucraine", con specifico riferimento a strutture per la produzione di droni marini a Kiev e centri dati a Odessa. Lo stesso ministero ha infine reso noto l'abbattimento di "330 droni ucraini ad ala fissa" intercettati dalle difese aeree su numerose regioni della Federazione e sulle acque del Mar Nero.

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