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  • Roma - Martedì 6 Ottobre 2026

Pini di Roma, le associazioni chiedono tutele e chiarezza sugli abbattimenti

CURAA e SOS Roma richiamano l’attenzione sul futuro degli alberi simbolo della Capitale. Al centro del confronto la gestione del patrimonio verde, le cure contro i parassiti e le scelte sulle nuove piantumazioni.

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di Luca Ferrante

Proteggere i pini della Capitale e conoscere le ragioni tecniche degli abbattimenti. È la richiesta avanzata da CURAA – Cittadini Uniti per Roma, i suoi Alberi e i suoi Abitanti – e SOS Roma, che tornano sul tema della tutela del paesaggio dopo l’incontro pubblico del 4 ottobre in piazza Cavour.

Nel comunicato diffuso il 6 ottobre, le due realtà associative esprimono preoccupazione per il futuro del Pinus pinea, elemento caratteristico del panorama romano. Il confronto riguarda la conservazione degli alberi esistenti, la loro manutenzione e le specie da impiegare nelle successive piantumazioni.

L’attenzione si concentra anche sul nuovo Piano del Verde e della Natura, indicato nel documento come coordinato da Carlo Blasi. Le associazioni richiamano un’ipotesi di progressivo inserimento dei lecci tra i pini, riportata da la Repubblica, e chiedono che le scelte future tengano conto del valore storico e paesaggistico delle alberature.

Un punto specifico riguarda nove pini dei Fori Imperiali. Secondo quanto riferiscono CURAA e SOS Roma, le relazioni acquisite attraverso un accesso agli atti riporterebbero, per questi esemplari successivamente abbattuti, due valutazioni “ottime” e sette “buone” alle prove di trazione. Le associazioni chiedono quindi di chiarire quali ulteriori elementi abbiano determinato la decisione di rimuoverli. Il comunicato non riporta il quadro tecnico completo delle valutazioni né una risposta dell’amministrazione sul caso.

Francesca Marranghello sottolinea il valore dei pini per la città e contesta che la distinzione tra specie autoctone e alloctone possa diventare il criterio prevalente nelle scelte di gestione. Lo storico dei giardini Mario Bencivenni, vicepresidente di Italia Nostra Firenze, richiama invece l’attenzione sulla manutenzione delle nuove piantumazioni, affinché gli interventi siano accompagnati da cure adeguate nel tempo.

«Roma non è Roma senza i suoi pini», afferma Daniele Giannini di SOS Roma, ponendo al centro della discussione il rapporto tra alberi e identità del paesaggio urbano.

Un altro tema sollevato è il contrasto alla cocciniglia tartaruga. Le associazioni chiedono maggiore attenzione agli interventi di cura degli esemplari colpiti e sostengono la necessità di valutare le possibilità di trattamento prima di ricorrere all’abbattimento.

Per Jacopa Stinchelli, storica dell’arte e presidente di CURAA, la salvaguardia dei pini deve essere parte integrante della politica del verde. «I pini di Roma non sono un arredo urbano da sostituire a piacimento. Sono patrimonio della città, della sua storia e dei suoi cittadini», dichiara.

Dal documento emerge una richiesta di confronto sulle scelte che riguardano il patrimonio arboreo: rendere comprensibili le motivazioni degli interventi, assicurare continuità alla manutenzione e considerare il valore paesaggistico degli alberi insieme alle esigenze di sicurezza. Una questione che coinvolge il futuro degli spazi pubblici e la conservazione di uno dei tratti più riconoscibili della Capitale.

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