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  • Roma - Giovedì 1 Ottobre 2026

Portolano al Senato: "Sicurezza sul lavoro e ambiente, servono norme mirate per le Forze Armate"

"Adattare le tutele ai contesti operativi senza ridurre le responsabilità, così come le deroghe ambientali valgano solo per casi circoscritti".

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Un richiamo alle peculiarità operative delle Forze Armate nell'applicazione della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla tutela ambientale. Intervenendo in audizione al Senato sul disegno di legge per il rafforzamento e l'adeguamento delle capacità di difesa nazionale, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, ha tracciato i confini tra l'ordinaria amministrazione e le esigenze specifiche dello strumento militare.

Richiamando il decreto legislativo 81 del 2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, il vertice della Difesa ha spiegato come determinate contesti operativi, sia in Italia sia all'estero, non possano essere assimilati a un normale ambiente di lavoro.

Citando l'esperienza sul campo maturata in contesti come l'Afghanistan, Portolano ha evidenziato l'impossibilità di applicare le regole ordinarie in situazioni quali trincee, aree addestrative o durante l'impiego di specifici mezzi militari: "Oggettivamente, dal mio punto di vista, non sono configurabili come ordinari luoghi di lavoro", ha affermato il generale.

Portolano ha tuttavia chiarito che tale impostazione "non significa limitare le responsabilità né tantomeno limitare la tutela a favore del personale", precisando che la riduzione dei rischi in ambito militare debba avvenire attraverso procedure dedicate, un addestramento mirato ed equipaggiamenti idonei.

Nel corso dell'audizione, il Capo di Stato Maggiore si è soffermato anche sulle norme in materia di tutela ambientale relative alle infrastrutture militari, precisando che l'eventuale esclusione di alcune opere dalla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) non rappresenta un'esenzione generalizzata. "Non è una previsione a valenza generale che esclude automaticamente la necessaria valutazione d'impatto ambientale per ogni opera di difesa nazionale", ha dichiarato Portolano, sottolineando come la facoltà sia circoscritta ad "ambiti estremamente ristretti", come nel caso di interventi interni a basi già esistenti, per evitare appesantimenti burocratici senza rinunciare al confronto con le autorità competenti.

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