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- Roma - Martedì 29 Settembre 2026
Processo Regeni, i legali degli 007 egiziani preparano l'Appello. Tajani: "Sentenza parziale, vogliamo gli assassini"
I difensori d'ufficio pronti a ricorrere alla Consulta sulle norme della Riforma Cartabia: l'iter rischia di allungarsi fino alla prescrizione. Il ministro degli Esteri replica alle polemiche: "Non copriamo nulla, l'azione diplomatica continua".
All'indomani della sentenza con cui la Corte d'Assise di Roma ha condannato a dieci anni di carcere per sequestro di persona il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif e i colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed, assolvendo il generale Tariq Sabir, i difensori d'ufficio dei tre ufficiali egiziani si dicono pronti a impugnare la decisione in secondo grado.
In attesa del deposito delle motivazioni, previsto entro novanta giorni tra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio, la strategia difensiva si preannuncia incentrata su una nuova questione di legittimità costituzionale. I legali intendono infatti contestare le norme introdotte dalla Riforma Cartabia che impediscono agli avvocati di imputati contumaci di proporre appello senza una procura speciale autografa, profilando un'asserita lesione del diritto di difesa. Se sollevata e accolta dalla Corte Costituzionale, la questione potrebbe far slittare l'avvio del processo d'Appello anche oltre i due anni, proiettando l'iter giudiziario verso il limite dei dodici anni entro cui matura la prescrizione per il reato di sequestro di persona.
Nel frattempo, la Procura di Roma attenderà le motivazioni della sentenza prima di valutare un eventuale ricorso contro l'assoluzione del generale Sabir. Spetterà invece all'Avvocatura dello Stato avviare le procedure per chiedere alle autorità egiziane il pagamento delle provvisionali riconosciute, inclusa quella da 150mila euro disposta in favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri, costituitasi parte civile.
Sul fronte politico e diplomatico, il ministro degli Esteri Antonio Tajani è intervenuto a margine di un evento per replicare alle critiche sollevate dalle sue recenti esternazioni: "Mi sono limitato a fotografare la sentenza. E proprio perché è una sentenza limitata, perché non ci dice chi sono gli assassini di Regeni, noi vogliamo che si faccia piena luce su questo. Non abbiamo mai mollato e non copriamo nulla. Vale più l'azione diplomatica che il clamore, perché noi non abbiamo mai rinunciato a insistere con le autorità egiziane, in ogni incontro, su quello che per noi è fondamentale: scoprire la verità e chi sono gli assassini".
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