Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Palermo - Lunedì 28 Settembre 2026

Protesta dei trasporti e dell'agricoltura in Sicilia: blocco dei Tir dal 16 al 20 ottobre, trattori sulla Palermo-Agrigento

Il Comitato Autotrasportatori annuncia lo stop di cinque giorni nei porti dell'isola per il caro carburanti e i ritardi sui sussidi. Gli agricoltori di Agrisat occupano le statali con i trattori.

Condividi questo articolo

Tensione crescente nel settore dei trasporti e dell'agroalimentare in Sicilia, dove si preannuncia una mobilitazione diffusa contro i rincari del carburante e la mancata erogazione delle misure di sostegno statali.

Il Comitato autotrasportatori siciliani ha proclamato formalmente un blocco di cinque giorni che interesserà il movimento merci su tutta l'isola. A darne notizia attraverso una nota ufficiale è stato il coordinatore della sigla, Salvatore Bella: "Non avendo avuto nessun riscontro da parte del governo nazionale alla nostra richiesta di intervento sul caro carburante e nessuna notizia relativa ai pagamenti del Sea Modal Shift, il Comitato autotrasportatori siciliani ha proclamato il fermo dei trasporti e non movimenterà i propri semirimorchi nei porti della Sicilia a partire delle 00.01 del 16 ottobre per cinque giorni fino alla mezzanotte del 20 ottobre. Rimarremo fermi con i nostri camion nei nostri piazzali fino a quando il Governo non ci darà delle risposte".

Nel frattempo, la protesta del mondo agricolo è già sfociata nei primi blocchi stradali coordinati dall'associazione Agrisat. Circa trenta mezzi agricoli si sono posizionati sulla Strada Statale 121 Palermo-Agrigento nei pressi dello svincolo di Bolognetta, provocando rilevanti rallentamenti e code fino alle porte del capoluogo siciliano. Un secondo presidio si registra lungo la Statale 117 bis Gela-Catania, all'altezza dello snodo per Niscemi.

Sul valore economico delle rivendicazioni è intervenuto direttamente il presidente di Agrisat, Franco Calderone, presente al presidio: "In un trattore per arare e coltivare ci vogliono 300 euro di gasolio ogni mattina, quindi un abbattimento di 15 centesimi è nulla e ovviamente questo problema interessa tutti perché questo comporta l'aumento del prodotto finale. Se il pomodorino è a 7 o 8 euro è anche per questo motivo".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti