
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 29 Maggio 2026
Putin: "Il drone caduto in Romania potrebbe essere ucraino, faremo indagini"
I funzionari russi, come Dmitry Medvedev, hanno adottato toni minacciosi verso l'Europa, accusandola di essere parte del conflitto. La reazione della Nato e dei leader europei è stata di condanna, promettendo difese rafforzate.
"Pronti a indagine obiettiva sul drone caduto in Romania, potrebbe essere ucraino": con questa netta presa di posizione del presidente Vladimir Putin, riportata dall'agenzia Tass, la Federazione Russa replica alla dura sollevazione diplomatica delle cancellerie occidentali dopo lo schianto di un velivolo senza pilota sul territorio di un Paese membro della Nato.
Il leader del Cremlino, pur offrendo la disponibilità del proprio apparato per far luce sul dossier a patto che vengano consegnati i frammenti dell'arma, ha rinfacciato ai partner europei una condotta prevenuta, ricordando come già in passato droni di Kiev siano penetrati all'interno di confini stranieri provocando la medesima reazione automatica secondo cui "i russi stanno attaccando".
Il capo dello Stato di Mosca ha voluto rimarcare che nessuno può stabilire la paternità del mezzo prima del completamento di una perizia tecnica e, secondo quanto rilanciato da Ria Novosti, ha ipotizzato che possa essersi trattato di un mezzo ucraino finito fuori rotta a causa degli apparati di disturbo elettronico o per un errore nell'inserimento delle coordinate di volo.
A dispetto dell'apertura formale della presidenza, i canali politici russi hanno adottato una linea comunicativa decisamente più aggressiva e minacciosa. Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, ha utilizzato il proprio profilo sulla piattaforma X per lanciare un avvertimento diretto alle popolazioni europee: "Cittadini dei Paesi dell'Ue, sappiate che le vostre autorità sono entrate unilateralmente in guerra con la Russia. Quindi siate vigili e non sorprendetevi di nulla. Il sonno tranquillo è finito. Ma sapete a chi chiedere spiegazioni!".
L'ex capo di Stato ha poi etichettato i governi dell'Unione come "euro-impotenti", aggiungendo che "certo, dobbiamo scoprire di chi fosse" ma ricordando al contempo il coinvolgimento occidentale nel conflitto: "Droni europei, pezzi di ricambio per questi droni, altre armi, per non parlare dell'intelligence, partecipano quotidianamente ad attacchi contro il nostro Paese. A causa delle loro azioni, edifici residenziali vengono danneggiati e i nostri civili muoiono".
L'esponente del Cremlino ha chiuso il suo intervento con toni perentori: "Quindi si preparino: questo continuerà ad accadere. C'è una guerra! E i cittadini degli Stati dell'Ue, come le popolazioni dei Paesi in guerra, non potranno dormire sonni tranquilli".
Sul fronte della diplomazia, la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova ha bollato come prive di fondamento le contestazioni comunitarie: "Tutte le accuse che sentiamo, in particolare quelle riguardanti i droni presenti da qualche parte nell'Unione Europea, sono infondate; non è stato presentato un singolo fatto, materiale o prova". Intervenendo alla televisione RT, la diplomatica ha affermato che le prove sono state nascoste agli stessi cittadini europei, i quali "dovrebbero sapere su che cosa i loro leader basano la loro retorica accusatoria". Zakharova ha poi assicurato che la reazione di Mosca all'espulsione del proprio Console generale e alla chiusura della sede diplomatica di Costanza "non tarderà ad arrivare", sostenendo che il caso del drone sia solo un pretesto mediatico per coprire le responsabilità di Kiev e giustificare le sanzioni.
Sulla stessa lunghezza d'onda il portavoce Dmitry Peskov: "Al momento, l'Europa è parte in causa nel conflitto a fianco dell'Ucraina. Non dimentichiamo che le armi europee ci stanno sparando direttamente addosso, ed è impossibile ignorarlo. Pertanto, ovviamente, in questa situazione, l'Europa non può pretendere di mediare in alcun modo".
I fatti che hanno innescato la crisi si sono verificati poco prima delle tre di notte, mentre le forze di Mosca conducevano un massiccio bombardamento aereo con droni nella prospiciente area ucraina di Odessa. In quel frangente, un mezzo si è abbattuto su un condominio nella città romena di Galați, innescando un incendio e provocando il ferimento di due civili.
Parallelamente, la marina di Kiev ha denunciato un attacco correlato: "Un attacco con un drone russo ha provocato un incendio su una nave turca salpata dal porto di Odessa", provocando il ferimento di due marinai del cargo.
La reazione della Nato e dei leader europei è stata di totale condanna della sconsideratezza di Mosca. Il segretario generale Mark Rutte si è raccordato con il capo dello Stato romeno Nicușor Dan, rassicurandolo sui social: "Siamo pronti a difendere ogni centimetro del territorio alleato", promettendo un potenziamento dei sistemi di difesa contro i droni.
Al termine del Consiglio Supremo di Difesa nazionale, Bucarest ha annunciato lo spiegamento provvisorio di scudi aerei alleati sul proprio territorio tramite i fondi del piano Safe.
Da Bruxelles, la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen ha attaccato il Cremlino affermando che "la guerra di aggressione della Russia ha oltrepassato un altro limite" e confermando i lavori sul 21esimo pacchetto di sanzioni.
Fermissima la reazione di Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "Questa notte un drone russo ha colpito un edificio civile in Romania, ferendo due cittadini sul territorio di uno Stato alleato e membro dell'Unione europea. Un atto gravissimo, che dimostra come questa guerra di aggressione non risparmi nessuno, continuando a colpire brutalmente civili innocenti, ignorando ogni limite e mettendo a rischio la sicurezza europea".
Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha chiesto a Mosca "un impegno serio per una pace giusta e duratura", e il titolare della Difesa Guido Crosetto, che ha definito l'episodio una "intollerabile escalation" sottolineando che la compattezza della Nato di fronte alla minaccia rimane assolutamente incrollabile.
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