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  • Prima Notizia 24
  • Roma - Martedì 20 Ottobre 2026, 19:30

Rai, la rassegna stampa è lavoro giornalistico: riconosciuto il rapporto subordinato dal 2016

La Corte d’Appello di Roma ribalta il primo grado nella controversia di una giornalista impiegata con contratti a partita Iva. Riconosciuti l’inquadramento come redattore ordinario, le differenze retributive e la regolarizzazione contributiva. La professionista ha ripreso servizio a Saxa Rubra.

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di Giovanna Guidi

Scegliere le notizie, valutarne il peso e sintetizzarle per renderle comprensibili e utili a un pubblico richiede competenze e responsabilità editoriali. È su questo lavoro, svolto nella preparazione della rassegna stampa, che si concentra la vicenda di una giornalista alla quale è stato riconosciuto un rapporto di lavoro giornalistico subordinato con la Rai a partire dall’11 luglio 2016.

A pronunciarsi è stata la Corte d’Appello di Roma, Sezione Lavoro, presieduta dalla dott.ssa Aida Sabbato, con la dott.ssa Isabella Parolari quale relatrice e la dott.ssa Sara Fiderati quale consigliere.

Secondo quanto riferito nella ricostruzione della controversia, il collegio ha ribaltato la decisione di primo grado, accertando che i contratti di lavoro autonomo a partita Iva dissimulavano una prestazione di natura giornalistica e subordinata.

La professionista, indicata con le iniziali S. C., è stata assistita dagli avvocati Antonio Rubino e Vincenzo Iacovino. Il riconoscimento giudiziario ha già avuto un seguito concreto: la giornalista ha ripreso l’attività redazionale presso una testata Rai nella sede di Saxa Rubra.

Al centro della decisione c’è il contenuto effettivo delle mansioni. La preparazione di una rassegna stampa può richiedere un autonomo apporto intellettuale: individuare gli argomenti, distinguere le informazioni rilevanti, confrontare i contenuti e costruire una sintesi destinata ai lettori o agli ascoltatori. Nella vicenda descritta, questo lavoro è stato riconosciuto come attività giornalistica.

La pronuncia, secondo gli elementi comunicati, ha dichiarato illegittimo il primo contratto autonomo, stipulato l’11 luglio 2016, riconoscendo da quella data il rapporto subordinato, con qualifica di redattore ordinario e anzianità superiore a trenta mesi.

Sul piano economico, la decisione prevede il pagamento delle differenze retributive maturate dal 2016 fino alla ripresa dell’attività lavorativa, senza le decurtazioni per prescrizione indicate nella ricostruzione, oltre alla regolarizzazione della posizione previdenziale e al versamento dei contributi dovuti.

Il caso richiama l’attenzione sulla distanza che può esistere tra la forma del contratto e le condizioni nelle quali una prestazione viene concretamente svolta. Per la giornalista, il riconoscimento riguarda tanto la natura professionale del lavoro quanto le tutele economiche e previdenziali che ne derivano.

La rassegna stampa emerge, in questa controversia, come un’attività nella quale selezione e sintesi possono costituire un vero lavoro di elaborazione dell’informazione. Un contributo quotidiano alla produzione giornalistica che, nel caso esaminato dalla Corte d’Appello, ha ottenuto il riconoscimento del rapporto subordinato e del relativo inquadramento contrattuale.

 
 
 
 

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