Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Venerdì 29 Maggio 2026

Relazione Bankitalia, l'allarme di Panetta: "L'economia resterà debole, pesa la guerra in Iran"

Il Governatore evidenzia l'importanza della spesa pubblica e dei fondi comunitari e la necessità di mobilitare capitali privati per garantire una crescita sostenibile.

Condividi questo articolo

Il quadro macroeconomico nazionale risente in misura significativa del deterioramento degli equilibri geopolitici internazionali, vedendo rallentare le prospettive di ripresa a causa dei focolari di crisi mediorientali. In occasione della consueta presentazione della relazione annuale riferita all'esercizio 2025, il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha tracciato all'interno delle sue considerazioni finali una linea improntata alla massima cautela sull'evoluzione del prodotto interno lordo nei mesi a venire.

“Il conflitto nel Golfo Persico ha indebolito prospettive già fragili. Secondo le proiezioni, l’attività economica rimarrà debole nei primi mesi; negli scenari più sfavorevoli, potrebbe ristagnare o contrarsi. In prospettiva il nodo della competitività rischia di tornare centrale”, ha ammonito il vertice di Palazzo Koch.

L'analisi strutturale sviluppata da Via Nazionale evidenzia le difficoltà di posizionamento delle merci italiane sui mercati esteri, specialmente in scali strategici extra-europei, e la contemporanea pressione esercitata dai concorrenti asiatici. “La presenza degli esportatori italiani resta limitata nei mercati asiatici, destinati a essere i principali motori della domanda globale, mentre la concorrenza cinese accresce la pressione anche nei comparti manifatturieri tecnologicamente avanzati. L’Italia conserva punti di forza rilevanti nella meccanica, nella farmaceutica e nelle produzioni di qualità: solo investendo e innovando saranno valorizzati. Senza un deciso aumento della produttività, l’economia italiana potrebbe restare ancorata a tassi di crescita strutturalmente modesti”, ha sottolineato Panetta, ponendo l'accento sulla stretta demografica e sul progressivo invecchiamento della forza lavoro.

“Con una popolazione in età da lavoro in forte diminuzione, non potremo contare stabilmente sull’aumento degli occupati per sostenere lo sviluppo – ha detto Panetta – Per innalzare la produttività occorre affrontare le debolezze che da decenni frenano l’economia italiana: la scarsa innovazione, i bassi livelli di capitale umano, la dipendenza energetica. Lo sforzo di investimento degli ultimi anni va proseguito e reso più efficace, migliorando la qualità dell’azione pubblica”.

Un passaggio centrale del discorso del Governatore è stato dedicato alla spesa pubblica straordinaria e all'impatto dei fondi comunitari, considerati il principale elemento di rottura rispetto al passato.

“La ripresa degli investimenti ha rappresentato la principale discontinuità degli ultimi anni – ha aggiunto – L’aumento ha riguardato le costruzioni, ma anche macchinari e beni intangibili, componenti essenziali per le prospettive di crescita. Il contributo pubblico è stato rilevante. Tra il 2021 e il 2025 gli interventi del Pnrr hanno superato i 100 miliardi, contribuendo per il 30% all’accumulazione complessiva. Le revisioni successive hanno adattato il Piano alla complessità della sua attuazione: alcune opere sono state ridimensionate o sostituite da progetti già avviati; alcuni obiettivi di riforma sono stati ricalibrati. Sono aggiustamenti in parte fisiologici per un programma di questa portata”.

I benefici di tale immissione di liquidità si sono riflettuti sia sul volume complessivo della ricchezza nazionale sia sulla modernizzazione degli apparati burocratici e logistici dello Stato.

“Le spese fin qui effettuate hanno sostenuto la domanda e innalzato il livello del prodotto annuale di quasi 1 punto percentuale, in media, nel quinquennio. Hanno rafforzato le infrastrutture digitali, ferroviarie, elettriche e idriche. Il Piano ha inciso anche sul funzionamento delle Amministrazioni pubbliche. Ha introdotto procedure più orientate al raggiungimento degli obiettivi, con iter semplificati e risorse preassegnate”, ha chiarito il Governatore.

Secondo l'istituto di vigilanza, l'azione dello Stato da sola non può bastare ad assicurare una stabilità di lungo periodo se non viene agganciata a una decisa mobilitazione dei capitali privati, oggi frenata dalle storiche tare dimensionali delle nostre aziende. “Per rendere duraturo l’aumento dell’accumulazione, non può però mancare il contributo del settore privato. Le imprese dispongono di risorse proprie significative, che vanno orientate verso investimenti in innovazione. Rischiano di ostacolare questa evoluzione alcune debolezze strutturali: un tessuto produttivo frammentato in imprese di piccola dimensione, che adottano più lentamente le nuove tecnologie; la scarsità di aziende innovative capaci di crescere; l’insufficiente propensione a investire in beni intangibili – ricerca e sviluppo, software, dati e capitale organizzativo”, ha rilevato l'economista.

In conclusione, Panetta ha tracciato le linee guida in materia di politica energetica, suggerendo di valutare i nuovi paradigmi di generazione e richiamando l'attenzione sull'autonomia dagli approvvigionamenti esteri per proteggere il sistema economico da shock simmetrici. “Per l’energia nucleare, le nuove tecnologie in via di sviluppo meritano un’attenta valutazione; va in questa direzione anche l’esame del disegno di legge delega in corso in Parlamento. Misure mirate e temporanee di sostegno a famiglie e imprese possono essere necessarie nelle fasi critiche per attenuare l’impatto dei rincari. Vanno affiancate da interventi strutturali volti ad affrontare la vulnerabilità energetica. Solo accelerando la transizione potremo ridurre stabilmente la dipendenza dall’estero ed evitare che nuovi shock tornino a colpire duramente redditi, competitività e crescita”, ha concluso il Governatore.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti