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- Val di Cornia (LI) - Martedì 22 Settembre 2026
Rinnovabili: Dalla Val Cornia un appello alla tutela del paesaggio e dell'ambiente
Gli attivisti avviano una raccolta firme per proteggere il territorio da progetti energetici invasivi, chiedendo una pianificazione sostenibile rispettosa degli ecosistemi e delle comunità locali
Il Comitato Terre di Val di Cornia avvia una raccolta di firme a tutela del territorio e nel contempo lancia un appello mediante un comunicato: “Non siamo contrari – affermano i suoi componenti - alla transizione energetica, siamo contrari a un modello che considera il territorio uno spazio da occupare senza una vera pianificazione e senza tutelarne il valore”.
“Il nostro territorio – si legge ancora nella nota - è sottoposto a una crescente pressione da parte di grandi progetti energetici che rischiano di trasformare profondamente il paesaggio rurale, agricolo e naturale che conosciamo”.
La protesta degli abitanti di quell'angolo di Toscana, è dovuto dal fatto che negli ultimi anni si sono moltiplicati i progetti per la realizzazione di grandi impianti fotovoltaici, agrivoltaici, eolici e sistemi di accumulo.
“Le energie rinnovabili devono essere sviluppate con buon senso e nell'interesse delle comunità, privilegiando innanzitutto le aree già infrastrutturate, industriali o degradate, che in Val di Cornia non mancano: dalle aree industriali del polo di Piombino alle superfici già urbanizzate, dai capannoni ai parcheggi” - continuano quelli del Comitato.
“Il patrimonio agricolo, naturale e paesaggistico non può essere considerato una risorsa residuale da utilizzare semplicemente perché disponibile”.
Fanno notare che ritorna centrale il percorso avviato dai cinque Comuni della Val di Cornia — Piombino, Campiglia Marittima, Suvereto, Sassetta e San Vincenzo — insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno.
Tra gennaio e marzo 2026, i rispettivi Consigli comunali hanno approvato gli atti necessari ad avviare un percorso finalizzato a individuare gli ambiti rurali di maggiore valore e a procedere verso la dichiarazione di notevole interesse pubblico prevista dall'articolo 138 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Oggi il Comitato Terre di Val di Cornia chiede che questo percorso venga portato avanti con urgenza e arrivi concretamente alla fase della dichiarazione di interesse pubblico.
Da qui nasce l'iniziativa del Comitato di lanciare un appello ai cinque Comuni interessati e una raccolta firme, disponibile sia sul territorio sia online sulla piattaforma Change.org al seguente link: https://c.org/9bdcmSZJRx .
“L'iniziativa – sottolineano i promotori - è rivolta a tutti: ai residenti, agli agricoltori, a chi lavora in Val di Cornia, ma anche a chi frequenta questi luoghi per turismo, ai visitatori e a chiunque abbia a cuore questo paesaggio e desideri continuare a vivere e conoscere le bellezze naturali, agricole e culturali che ancora oggi caratterizzano la nostra valle”.
“Firmare – aggiungono - significa chiedere alle amministrazioni di non rimanere spettatrici, ma di utilizzare concretamente gli strumenti di tutela disponibili e di dare seguito agli impegni già assunti”.
“Significa affermare – ribadiscono - che la Val di Cornia non è soltanto una superficie sulla quale realizzare impianti: è un territorio fatto di paesaggio, agricoltura, storia, biodiversità, comunità e futuro”.
La Val di Cornia ha già conosciuto, nel corso della sua storia recente, una forte antropizzazione legata all'industria, all'urbanizzazione e alle infrastrutture.
Al tempo stesso, scelte lungimiranti hanno permesso di preservare importanti aree naturali e paesaggistiche, oggi fondamentali per la qualità della vita dei residenti e per l'economia legata all'agricoltura e al turismo.
È proprio alla luce di questa storia che il Comitato ritiene necessario che le istituzioni esercitino oggi la stessa capacità di visione, tutelando il patrimonio che verrà lasciato alle generazioni future.
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