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  • Roma - Giovedì 8 Ottobre 2026

Roma, Davide Iacopini operato d'urgenza alla testa per trauma cranico: l'attore di "Suburra" è in gravi condizioni

Aggredito il 5 ottobre a Monteverde, l'artista resta sedato e in prognosi riservata al San Camillo. Gli investigatori cercano una minicar elettrica nera.

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Restano estremamente gravi le condizioni di Davide Iacopini, l'attore quarantaseienne noto per i suoi ruoli in produzioni quali "Suburra" e "Diaz", ricoverato in terapia intensiva all'ospedale San Camillo-Forlanini di Roma dopo essere stato vittima di un'aggressione nel quartiere Monteverde lo scorso 5 ottobre.

L'artista è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla testa, eseguito d'urgenza dall'équipe di Neurochirurgia per ridurre le conseguenze del grave trauma cranico riportato nell'impatto. In base al più recente bollettino medico emesso dalla struttura sanitaria, il decorso post-operatorio sta procedendo regolarmente, tuttavia Iacopini è mantenuto in stato di sedazione farmacologica con supporto intensivo, mentre la prognosi resta strettamente riservata.

Attraverso una nota dell'ospedale, la famiglia ha espresso gratitudine per i messaggi di affetto e per l'operato di medici e inquirenti, chiedendo al contempo il rispetto della riservatezza in un momento così delicato.

Sul fronte delle indagini, condotte dalle forze dell'ordine sotto il coordinamento della Procura capitolina, gli investigatori stanno concentrando gli sforzi per rintracciare i responsabili. Elemento centrale dell'inchiesta è la ricerca di una minicar elettrica di colore nero con a bordo due persone, la cui presenza è emersa da diverse testimonianze che hanno evidenziato l'assenza del tipico rumore di un motore termico.

Il quadro investigativo comprende in tutto quattro episodi di violenza registrati nella zona di Monteverde Vecchio, tra i quali figura un'aggressione speculare avvenuta poche ore prima ai danni di un giovane in monopattino. Gli inquirenti ipotizzano che a colpire possa essere stata la medesima coppia di aggressori, probabilmente minorenni in cerca di vittime casuali; al momento, tuttavia, le autorità precisano che non vi sono elementi sufficienti per confermare una correlazione diretta con le cosiddette "sfide" virali diffuse sui social network.

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