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- Roma - Giovedì 8 Ottobre 2026
Roma, Gasperini accende le ambizioni: «Scudetto in tre anni? Magari anche prima»
Il tecnico giallorosso dà voce alle ambizioni della squadra, ma richiama alla continuità. Il progetto passa dal lavoro collettivo e dalla capacità di superare i momenti difficili.
di Redazione
Tre anni per puntare allo scudetto, con la speranza di accorciare l’attesa. Gian Piero Gasperini porta il traguardo più ambizioso al centro del progetto della Roma e, dopo il positivo avvio di stagione, lascia intravedere la possibilità di accelerare: «Il nostro piano prevedeva di arrivarci in tre anni. Non ci dispiacerebbe anticipare».
Per una piazza che vive ogni risultato con intensità, sono parole capaci di alimentare entusiasmo. L’allenatore, però, accompagna l’apertura con un richiamo alla realtà: costruire una squadra da titolo richiede tempo e soprattutto la capacità di conservare equilibrio quando le cose si complicano.
La Roma dovrà misurare le proprie aspirazioni anche nelle giornate meno brillanti. Gasperini sa che una partenza incoraggiante acquista valore se trova seguito, se il gruppo riesce a reagire a una sconfitta e a correggere ciò che non funziona. La prossima verifica sarà domenica contro il Como, un nuovo appuntamento nel quale dare concretezza al lavoro.
La sua idea di calcio parte dalla responsabilità condivisa. Il 3-4-3 è diventato un tratto riconoscibile delle sue squadre, ma il tecnico considera decisivo ciò che i giocatori fanno dentro quel sistema: partecipare, aiutarsi, muoversi con una logica comune. Agli attaccanti chiede un contributo quando il pallone è degli avversari; dai difensori si aspetta iniziativa anche nella fase offensiva.
È una concezione esigente, nella quale il rendimento individuale dipende anche dalla disponibilità a lavorare per i compagni. Su questa base Gasperini ha costruito gli anni all’Atalanta, esperienza che considera il vertice della propria carriera e che continua a occupare uno spazio importante nel suo racconto.
Il ricordo di Bergamo comprende anche la fiducia ricevuta nei periodi in cui i risultati non arrivavano. Un sostegno al quale l’allenatore attribuisce grande valore, avendo conosciuto in precedenza la delusione dell’esonero all’Inter. Quella battuta d’arresto fu dolorosa; il successivo percorso gli permise di ritrovare spazio e sviluppare il proprio lavoro.
Con la città bergamasca è rimasto un rapporto personale. Gasperini racconta la nostalgia per una comunità nella quale si sentiva pienamente inserito e dove torna ancora. Alla possibilità di un futuro ritorno risponde senza chiudere la porta: «Non lo escludo, ho sempre casa lì».
A Roma, intanto, la sfida è trasformare l’ambizione in continuità. Il riferimento allo scudetto rende esplicito il traguardo del progetto; per avvicinarlo serviranno risultati, crescita del gruppo e tenuta nei passaggi difficili. È su questi aspetti che Gasperini chiama la squadra a misurarsi già dal prossimo incontro.
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