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- Roma - Martedì 13 Ottobre 2026, 14:25
Roma, Gasperini sfida il Real: «Non ci snatureremo». E su Mourinho: «Merita il tributo dell’Olimpico»
Il tecnico difende l’identità della squadra alla vigilia della gara di Champions e invita alla prudenza sulle ambizioni europee: «Il percorso è ancora lungo». Riconoscimento allo Special One, ma al fischio d’inizio il pubblico penserà soltanto ai giallorossi.
di Maurizio Pizzuto
Rispetto per il Real Madrid, fiducia nel proprio gioco e nessun proclama. Gian Piero Gasperini presenta così la sfida di Champions League che attende la Roma all’Olimpico. Il valore dell’avversario richiederà maggiore attenzione, ma non cambierà l’identità di una squadra che, attraverso le proprie caratteristiche, ha conquistato il terzo posto nella scorsa stagione e l’accesso alla competizione.
«Il nostro atteggiamento ci ha portato ad arrivare terzi l’anno scorso e a conquistare finalmente la Champions, abbiamo delle caratteristiche che non andiamo a snaturare», afferma il tecnico. È il punto centrale della sua vigilia: affrontare un appuntamento impegnativo continuando a riconoscersi nel lavoro che ha permesso alla Roma di arrivarci.
Gasperini conosce le difficoltà della partita, ma ricorda che il confronto con avversari di livello fa già parte del percorso giallorosso. «Conosciamo il valore del Real Madrid, ma non è la prima squadra di valore che incontriamo». Servirà, aggiunge, «un’attenzione in più», senza rinunciare alle qualità sulle quali il gruppo ha costruito i propri risultati.
Il giudizio sui madrileni resta netto. Pur considerando la possibilità che abbiano bisogno di qualche altra partita di rodaggio, Gasperini ne sottolinea le «grandissime risorse». Una formazione che può crescere ancora e che rimane «pericolosissima, in grado di vincere qualsiasi partita».
Alla fiducia nella Roma si accompagna però la cautela quando il discorso si sposta sulle prospettive europee. «In questo momento non possiamo lanciare proclami, il nostro calcio non se lo può permettere», osserva. L’invito è a lavorare sulla crescita delle singole realtà, senza anticipare giudizi o trasformare le aspettative in promesse: «Il percorso è ancora lungo».
La partecipazione alla Champions rappresenta, in questa prospettiva, anche uno strumento per consolidarsi. Gasperini ne evidenzia il peso per il futuro del club: «Spesso si pensa che sia più importante un trofeo, ma la Champions ti dà più risorse per migliorarsi». Un traguardo che offre opportunità, oltre a chiedere alla squadra di misurarsi con un livello di competizione più alto.
Mourinho, il riconoscimento e poi la partita
La conferenza affronta anche il tema dell’accoglienza che l’Olimpico riserverà a José Mourinho. Gasperini riconosce il rapporto costruito dal portoghese con la tifoseria: «C’è stato sicuramente un amore importante da parte dei tifosi, merita tutto il riconoscimento che la gente gli tributerà».
Non mette in discussione quel sentimento e lo considera un’espressione personale del pubblico: «Queste sono cose che ognuno sente e non si possono fermare». Al momento di giocare, però, è convinto che l’attenzione dello stadio si concentrerà sulla Roma. «Quando inizia la partita si lasciano perdere tutti i sentimenti, la gente di Roma tiferà esclusivamente per la propria squadra».
Interpellato sul confronto fra la sua formazione e quella guidata dallo Special One, il tecnico richiama le differenze fra i due momenti. La gestione Mourinho era accompagnata dall’entusiasmo per una nuova proprietà; la Roma attuale viene descritta come una squadra che cresce, «molto tosta, convinta», con «un ambiente fantastico all’interno del gruppo».
C’è spazio anche per una battuta su ciò che prenderebbe dal collega. Dopo aver ricordato che per Mourinho parlano i risultati, Gasperini indica la sua capacità di convincere le società a investire: «L’empatia per farsi acquistare giocatori straordinari facendo spendere cifre incredibili ai propri club».
Il sorriso chiude il passaggio dedicato allo Special One. Per la sfida con il Real, la linea resta quella espressa all’inizio: attenzione alle qualità dell’avversario e convinzione nel proprio modo di stare in campo. La Roma si prepara alla serata europea affidandosi all’identità che l’ha riportata in Champions.
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