
- Prima Notizia 24
- Foggia - Venerdì 2 Ottobre 2026
San Giovanni Rotondo, la crisi del culto di Padre Pio porta ai primi tagli del personale
La Fondazione San Pio avvia la procedura di licenziamento per 38 dipendenti tra sacristi, addetti all'accoglienza e sicurezza. Protestano i sindacati, i lavoratori scrivono a Papa Leone XIV per chiedere aiuto.
Per decenni San Giovanni Rotondo ha fondato la propria certezza economica sul flusso ininterrotto dei fedeli di Padre Pio, giunti a frotte da ogni parte d'Italia e dall'estero per riempire alberghi, ristoranti e negozi di souvenir legati al culto. Oggi quel modello economico e devozionale mostra segni di profonda incrinatura.
Il ridimensionamento delle presenze nella cittadina garganica ha portato la Fondazione San Pio da Pietrelcina ad avviare una procedura di licenziamento collettivo che coinvolge 38 degli 89 dipendenti attualmente in organico. I tagli interessano direttamente il personale inquadrato come sacristi, addetti all'accoglienza e alla sicurezza nei luoghi simbolo del santuario.
La decisione, formalizzata lo scorso 24 settembre, viene motivata dalla struttura con il drastico calo delle entrate registrato negli ultimi anni a causa della contrazione dei pellegrinaggi, una crisi che ha già provocato la chiusura di numerose attività commerciali dell'indotto.
La scelta della dirigenza è stata contestata dai sindacati Filcams Cgil e Fisascat Cisl, che denunciano l'assenza di comunicazioni preventive sullo stato di crisi e hanno aperto un tavolo di trattativa per cercare di salvaguardare i posti di lavoro e le relative famiglie.
Di fronte all'imminente perdita dell'occupazione, i lavoratori hanno deciso di inviare un accorato appello a Papa Leone XIV per chiedere un intervento che superi le mere logiche contabili. "Dietro questi 38 posti di lavoro non ci sono numeri. Ci sono 38 persone. Ci sono 38 famiglie. Molti di noi si sono avvicinati a questo lavoro cominciando da volontari, Noi non vogliamo credere di essere soltanto una voce di bilancio. Noi siamo, in primo luogo, devoti, persone che amano il Santuario. Persone che curano i suoi spazi, rispettano i suoi ritmi e conoscono le sue esigenze", si legge nella lettera indirizzata al Pontefice.
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