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- Torino - Mercoledì 21 Ottobre 2026, 17:45
Sanità, all'ospedale Molinette di Torino inaugurata una nuova Risonanza Magnetica 3 Tesla per le malattie cerebrali
Investimento da 1,6 milioni sostenuto da Mur e Regione Piemonte. La nuova tecnologia ridurrà fino al 50% i tempi degli esami e permetterà di accelerare la diagnosi di patologie quali Alzheimer, SLA, sclerosi multipla e tumori.
Un salto tecnologico di prim'ordine per lo studio dei meccanismi neurologici e per il potenziamento dei servizi diagnostici regionali. All'ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino è stata inaugurata la nuova risonanza magnetica 3 Tesla, un'apparecchiatura ad altissimo campo di proprietà dell'Università di Torino e gestita dal Neuroscience Institute of Turin (Nit).
L'operazione ha comportato un investimento complessivo di circa 1,6 milioni di euro, finanziato in modo sinergico dal Ministero dell'Università e della Ricerca e dalla Regione Piemonte. Il nuovo scanner verrà impiegato sia per l'attività diagnostico-clinica della Neuroradiologia dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria, sia per le attività di ricerca sperimentale condotte dal Nit, realizzando un'integrazione diretta tra assistenza ai pazienti e sperimentazione scientifica.
La tecnologia consente di ricostruire dettagliatamente l'anatomia cerebrale, analizzare le connessioni tra le diverse aree e studiare la perfusione sanguigna e le funzioni mentali (percezioni, emozioni, memoria). Grazie agli algoritmi avanzati di acquisizione e ricostruzione d'immagine, i tempi di esecuzione degli esami potranno contrarsi fino al 50%, contribuendo all'abbattimento delle liste d'attesa. La strumentazione sarà impiegata per comparare il cervello di soggetti sani con quello di pazienti affetti da patologie complesse quali Alzheimer, Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), sclerosi multipla, epilessia, ictus, lesioni tumorali e disturbi psichiatrici, al fine di individuare biomarcatori precoci per terapie e percorsi riabilitativi personalizzati.
“Il valore di questa infrastruttura non sta soltanto nelle sue prestazioni, ma nelle domande scientifiche che ci permette di affrontare e nelle collaborazioni che rende possibili”, ha spiegato Marco Tamietto, direttore del Neuroscience Institute of Turin, sottolineando come l'obiettivo prioritario risieda nel far sì che “ciò che impariamo sui meccanismi del cervello diventi più rapidamente diagnosi, cura e riabilitazione”.
Sull'impatto diretto per l'utenza ospedaliera si è espresso Paolo Fonio, direttore del Dipartimento di Diagnostica per immagini della Città della Salute e del Dipartimento di Scienze chirurgiche dell'Ateneo torinese, definendo la nuova apparecchiatura “un salto in avanti enorme nelle nostre capacità diagnostiche” che consentirà di garantire all'utenza percorsi d'indagine più precoci, tempestivi e mirati.
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