
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 7 Ottobre 2026
Sanità, firmata la pre-intesa per il nuovo contratto dei dirigenti medici: aumenti fino a 560 euro al mese
L'accordo all'Aran riguarda circa 138mila dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale. Prevista l'introduzione di tutele contro le aggressioni, regole per l'IA e detassazione per le prestazioni sulle liste d'attesa.
Sottoscritta all'Aran l'ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl) dell'Area Sanità per il triennio 2025-2027. L'accordo, firmato all'unanimità da tutte le organizzazioni sindacali di categoria, interessa circa 138mila dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale, tra cui 120mila dirigenti medici ospedalieri e 17mila dirigenti sanitari non medici e veterinari.
Il nuovo impianto contrattuale riconosce un incremento retributivo medio a regime di 560 euro mensili per tredici mensilità, composto da 393 euro derivanti dal rinnovo e da ulteriori 167 euro stanziati per legge.
Oltre al capitolo economico, l'intesa introduce una profonda revisione del sistema degli incarichi e nuove norme a protezione del personale sanitario. Tra le novità principali figurano il rafforzamento delle misure di tutela contro le aggressioni sul lavoro, l'introduzione di permessi straordinari per i dirigenti affetti da gravi patologie, una prima regolamentazione sull'impiego dell'intelligenza artificiale e la detassazione per le prestazioni aggiuntive finalizzate all'abbattimento delle liste d'attesa.
"Raggiungiamo un risultato importante per una componente fondamentale del Servizio sanitario nazionale", dichiara Antonio Naddeo, presidente dell'Aran. "Il nuovo contratto riconosce concretamente il valore, le competenze e le responsabilità della dirigenza sanitaria, con un incremento retributivo medio a regime di 560 euro al mese. Ma il valore dell'intesa va oltre la parte economica: introduciamo una riforma significativa del sistema degli incarichi, rafforziamo le tutele per chi subisce aggressioni e prevediamo nuovi strumenti a sostegno delle persone e della qualità del lavoro. Il confronto con le organizzazioni sindacali è stato intenso e costruttivo e ci ha consentito di raggiungere l'intesa in tempi rapidi. Ridurre la distanza tra il periodo contrattuale e la sua effettiva applicazione resta per Aran un obiettivo strategico, perché significa rendere la contrattazione collettiva più tempestiva ed efficace".
Soddisfazione viene espressa anche dai sindacati di categoria, a partire da Anaao Assomed, che evidenzia la necessità di aver messo al sicuro la contrattazione prima dei passaggi politici istituzionali. "Abbiamo scelto di firmare perché i colleghi non potevano più aspettare", sottolinea il segretario nazionale Pierino Di Silverio. "Rifiutare la firma di questo contratto ci avrebbe trascinati in un vicolo cieco. Le elezioni politiche imminenti avrebbero inevitabilmente bloccato i tempi della firma, azzerando il lavoro fatto per normalizzare i tempi della contrattazione. Abbiamo scelto di garantire risultati concreti e immediati, evitando di lasciare medici e dirigenti sanitari in un limbo imprevedibile. Ma la firma non è un punto d'arrivo. Ora sta alla legge di bilancio dare risposte economiche concrete ai medici e ai dirigenti sanitari. Senza investimenti adeguati sul personale nessuna riforma potrà fermare la fuga dal Servizio sanitario pubblico. L'Anaao Assomed vigilerà senza sconti, pronta a farsi sentire in Parlamento e nelle piazze se necessario".
L'iter procedurale prevede ora le verifiche di rito prima della firma definitiva, con l'erogazione degli aumenti e degli arretrati prevista indicativamente nei primi mesi del 2027.
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