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  • Roma - Lunedì 5 Ottobre 2026

Save The Children: "A Gaza la guerra non è mai finita, quasi due milioni senza cure, il 98% delle scuole distrutte"

Drammatica testimonianza dell'operatrice Shurouq ad un anno dal cessate il fuoco: ricostruzione al palo e famiglie ancora ammassate nelle tende.

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A un anno dall'annuncio del cessate il fuoco, le condizioni di vita nella Striscia di Gaza restano critiche e drammatiche. Con circa due milioni di palestinesi concentrati in appena un terzo della superficie del territorio, limitazioni agli spostamenti, beni di prima necessità introvabili e una ricostruzione mai avviata, la quotidianità della popolazione continua ad essere segnata dall'emergenza.

A descrivere il quadro sul campo è Shurouq, trentaduenne operatrice di Save the Children — nome inventato per tutelarne la sicurezza —, rimasta vedova nelle prime fasi del conflitto e costretta a continui trasferimenti con la figlia Karmel, di soli quattro anni.

"Un anno fa ci dissero che la guerra era finita quando fu dichiarato il cessate il fuoco. Ma per noi, non sembra affatto che la guerra sia finita", spiega la donna, ripercorrendo la condizione delle tantissime famiglie ammassate nelle tende, prive di elettricità e con l'impossibilità di accedere alle strutture sanitarie. Per migliaia di malati e feriti, il blocco dei trasferimenti fuori dalla Striscia rappresenta una minaccia costante, mentre l'assenza di materiali edili impedisce qualsiasi intervento strutturale.

"Lungo la strada per andare al lavoro ci sono tende di fortuna che resistono da oltre due anni. Le famiglie che vi abitano hanno sopportato caldo estremo, forti piogge, venti impetuosi, bombardamenti".

Il bilancio appare ancora più grave sul fronte dell'infanzia e dell'istruzione: "Oltre il 98% delle scuole è stato distrutto e molte di quelle rimaste sono diventate rifugi".

Negli Spazi a misura di bambino allestiti dalle organizzazioni umanitarie si prova a restituire ai più piccoli un momento di serenità, anche se il contesto resta precario: "La felicità dei bambini era travolgente: sembravano aver scoperto un mondo delle meraviglie! Ma quel mondo delle meraviglie era una tenda".

Un dramma che si riflette direttamente nell'esperienza personale di Shurouq e di sua figlia, spaventata da ogni rumore che richiami le esplosioni, a dimostrazione di una normalità perduta che il cessate il fuoco non è bastato a restituire: "È passato un anno dal cessate il fuoco. Ma mia figlia è ancora senza padre. La mia casa è ancora un cumulo di macerie. La città dove ho trascorso tutta la vita è diventata un luogo che fatico a riconoscere".

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