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  • Milano - Venerdì 9 Ottobre 2026

Sci, Sofia Goggia salta il primo appuntamento di Soelden: “Devo tornare a stare bene come persona”

La campionessa azzurra rinuncia all'esordio stagionale di Coppa del Mondo per i postumi delle due infezioni virali: “Sintomi neurologici e dolori articolari inenarrabili, ma il trend è positivo”.

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Sofia Goggia non prenderà parte alla gara d'apertura della Coppa del Mondo di sci alpino a Soelden. La sciagurata infezione da virus Chikungunya contratta nelle scorse settimane impone un freno alla preparazione della campionessa azzurra, ancora impegnata nel percorso di recupero fisico e funzionale.

La rinuncia all'esordio stagionale è stata ufficializzata durante il giorno di incontro con la stampa promosso dalla Federazione Italiana Sport Invernali presso il Teatro Armani a Milano.

“Sto sicuramente meglio – ha dichiarato la sciatrice bergamasca – ogni giorno faccio dei passettini in più, magari ci sono dei giorni in cui ne faccio qualcuno indietro però il trend è sicuramente positivo. Ho avuto tanti tremori, dolori a livello articolare inenarrabili, ero rallentata. Quindi c’è tutta una parte di preparazione che mi è mancata, però l’obiettivo primario adesso è quello di tornare a stare bene io come persona”.

La campionessa ha poi ripercorso le fasi più critiche dell'infezione, soffermandosi sulle ripercussioni fisiche e neurologiche avvertite durante la convalescenza. “Mai avrei pensato di prendere un’infezione virale che mi fermasse in questo modo.

Il fatto è che è stata molto particolare perché mi ha dato tanti sintomi a livello neurologico, tanti tremori, difficoltà nella parola una volta tornata, mi sentivo molto rallentata nel camminare, come se fossi proprio lenta, scoordinata anche gli ultimi due giorni sugli sci e poi questi dolori a livello articolare inenarrabili che mi attanagliavano anche di notte”, ha spiegato Goggia, precisando la natura delle sue preoccupazioni: “Io mi sono spaventata più per i dolori che non per i tremori o comunque per il fatto di non riuscire a scendere le scale, perché ho pensato più a questa cosa in ottica atleta che non in ottica persona, però una volta tornata con i rallentamenti che ho avuto, banalmente io dovevo scandire molto di più le parole, non mi venivano in mente le parole, mi perdevo il filo del discorso di quello che avevo detto fino a un attimo prima. È stato molto particolare. Sicuramente ora sto molto meglio e mi rendo ancora conto di essere stanca. Però sono sulla coda di queste cose, me l’hanno confermato”.

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