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- Roma - Lunedì 21 Settembre 2026
Scuola e tetto agli stranieri: solo in una classe su 13 si supera il 30%, le criticità linguistiche calano allo 0,6%
I dati del Ministero analizzati da Skuola.net ridimensionano l'impatto della misura annunciata dal Governo Meloni. Quasi due studenti con cittadinanza non italiana su tre sono nati e cresciuti nel Paese.
L'annuncio da parte del Governo Meloni di voler rendere vincolante la soglia limite del 30% per la presenza di studenti con cittadinanza non italiana in ogni singola classe riporta al centro del dibattito la reale composizione della scuola italiana.
I dati del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) — analizzati dal portale Skuola.net — tracciano un quadro numerico preciso che mostra come il fenomeno riguardi oggi solo una ristretta minoranza di aule, concentrata soprattutto nelle regioni del Nord e tra i banchi della primaria.
Se la distribuzione dei circa 915.000 alunni di origine non italiana (pari all'11,2% della popolazione scolastica complessiva) fosse uniforme, nessuna aula supererebbe il limite. Nella realtà, si stima che attualmente superi il tetto del 30% circa il 7,6% delle classi statali (una su 13), percentuale che sale al 12,4% nella scuola primaria, scende al 7% alle medie e si attesta al 3,5% alle superiori. In termini di plessi, gli istituti oltre la soglia sono 4.223, pari al 7,9% del totale nazionale.
La norma richiamata dal Governo fa peraltro riferimento alla Circolare Gelmini del 2010, che già fissa il limite al 30% ma garantisce autonomia ai dirigenti scolastici nel concedere deroghe per gli alunni che parlano perfettamente l'italiano o nel ridurre la quota se sono presenti neoarrivati.
Il quadro d'insieme subisce tuttavia un ridimensionamento sostanziale quando si scompone il dato in base al luogo di nascita degli studenti: ben il 65,4% degli alunni con cittadinanza non italiana (598.745 ragazzi, quasi due su tre) fa parte delle seconde generazioni, essendo nato e cresciuto in Italia e privo di qualsiasi barriera linguistica nell'apprendimento. Se dal calcolo si escludono questi ultimi e si contano soltanto gli studenti stranieri nati all'estero, la percentuale delle classi "critiche" crolla ad appena lo 0,6% su scala nazionale (0,6% alla primaria, 0,2% alla media e 0,8% alle superiori).
L'analisi evidenzia infine un netto divario geografico. Oltre il 63,8% degli studenti con cittadinanza straniera risiede al Nord, contro il 23,3% del Centro e l'11,5% del Mezzogiorno. La maggior concentrazione di classi oltre il limite si registra in Lombardia (16,8%) ed Emilia-Romagna (15,6%, con un picco del 25% nella primaria), seguite da Liguria (13,9%), Piemonte (11,2%), Veneto (10,5%) e Toscana (10,4%).
Al Sud la presenza è marginale (dallo 0,4% di Puglia e Sardegna all'1,5% della Sicilia).
A livello provinciale, l'incidenza più alta si misura a Prato (28%) e Piacenza (25,2%), mentre i volumi assoluti più consistenti si rilevano nelle città metropolitane di Milano (82mila iscritti), Roma (66mila) e Torino (40mila).
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