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- Roma - Lunedì 28 Settembre 2026
Serafino Liberati: «La cultura dà ai giovani delle periferie uno spazio in cui riconoscersi»
Il presidente dell’Osservatorio tecnico scientifico per la sicurezza, la legalità e la lotta alla corruzione della Regione Lazio riflette sul rapporto tra partecipazione culturale e coesione sociale. Tra gli esempi, lo spettacolo di Elena Bonelli dedicato alla Roma di Pasolini e Anna Magnani, andato in scena a Tor Bella Monaca.
di Maurizio Pizzuto
Una serata di teatro può diventare un’occasione per parlare di legalità? Per il generale Serafino Liberati, le regole acquistano forza quando le persone hanno luoghi in cui incontrarsi, ascoltarsi e sentirsi parte della stessa comunità. È da questa prospettiva che guarda alle iniziative culturali nelle periferie romane e a Mamma Roma, Pasolini e gli altri, lo spettacolo portato da Elena Bonelli all’Arena di Tor Bella Monaca il 20 settembre. Nell’intervista, Liberati parla di giovani, opportunità e del ruolo che cultura e istituzioni possono svolgere nei quartieri.
Generale, perché la legalità passa anche attraverso la cultura?
«Perché le regole diventano più forti quando sono comprese e condivise. Uno spettacolo può far incontrare persone diverse, dare spazio ai giovani e aprire una conversazione su rispetto, responsabilità e convivenza».
L’Osservatorio guarda con attenzione anche alle iniziative culturali nelle periferie romane?
«Sì. Portare la cultura nei quartieri significa riconoscere ai loro abitanti le stesse opportunità offerte nel centro della città. Sostenere occasioni di incontro e partecipazione è parte di una più ampia attenzione alla sicurezza e alla coesione sociale, tanto che con Elena Bonelli stiamo portando nelle periferie- abbiamo iniziato proprio dal Liceo Amaldi di Tor Bella Monaca- un programma incentrato su “Legalità e Romanità”, nel cui ambito ricade anche lo spettacolo “Mamma Roma. Pasolini e gli altri” che, come Osservatorio, abbiamo sponsorizzato».
Dunque, che valore specifico ha la serata svoltasi all’Arena di Tor Bella Monaca il 20 settembre?
«È stata una serata molto importante per l’Arte- espressa da Elena Bonelli- ma anche per la legalità, che l’Osservatorio deve diffondere, perché Pasolini può essere considerato ancora oggi un autore profondamente attuale per chiunque si occupi di legalità, in quanto la legalità, prima ancora di essere una questione di rispetto delle norme, è una questione di coscienza civile, di ricerca della verità e della giustizia e Pasolini ha cercato, attraverso la sua poesia e la sua parola, non soltanto di raccontare il proprio tempo, ma di chiedere a quel tempo- a suo modo- anche l’affermazione della legalità e cioè, appunto: della verità, della giustizia e della responsabilità».
Quale messaggio vorrebbe lasciare ai ragazzi delle periferie?
«Che il loro quartiere non definisce i limiti del loro futuro. Scuola, cultura, associazioni e istituzioni devono lavorare insieme perché ogni ragazzo possa scegliere la propria strada e, nella legalità, sentirsi parte della città».
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