
- Prima Notizia 24
- Bari - Lunedì 5 Ottobre 2026
Siccità e cinipide mettono in ginocchio la Puglia: crollo di oltre il 90% per la raccolta delle castagne
Allarme di Coldiretti sul comparto regionale, dal Gargano al Salento: ricci piccoli e produzione azzerata nelle aree a maggiore vocazione.
La prolungata siccità e le temperature elevate presentano un conto pesantissimo alla raccolta delle castagne in Puglia: nelle aree storicamente vocate, a partire dal promontorio del Gargano fino alla Murgia e ad alcune zone del Salento, la stagione si chiude con un vero e proprio azzeramento delle quantità, registrando un crollo della produzione superiore al 90% rispetto alle annate ordinarie.
A fotografare la crisi del settore è il monitoraggio diffuso da Coldiretti Puglia, che definisce la campagna attuale come una delle peggiori mai rilevate. La siccità e lo stress termico prolungato hanno bloccato lo sviluppo vegetativo delle piante, impedendo ai ricci di crescere regolarmente e di portare a maturazione il frutto.
Nelle zone in cui negli anni passati si raccoglievano volumi importanti, oggi i produttori riescono a recuperare appena pochi chilogrammi. Ad aggravare un quadro già compromesso dalle condizioni climatiche estreme contribuisce la presenza ormai strutturale del cinipide galligeno (Dryocosmus kuriphilus), il parassita di origine asiatica che attacca i germogli provocando la formazione di galle e indebolendo la struttura degli alberi.
La pressione dell'insetto, unita ad altre fitopatie che causano il disseccamento fogliare e la caduta precoce dei ricci, rischia di compromettere un comparto strategico per l'economia e la biodiversità delle aree interne.
Di fronte a questo scenario, l'organizzazione agricola sollecita interventi strutturali per la salvaguardia della filiera locale e il contrasto alle emergenze fitosanitarie: "La castanicoltura pugliese ha bisogno di interventi che guardino oltre l’emergenza della singola annata, perché senza una strategia di adattamento climatico e di tutela fitosanitaria il rischio è di perdere progressivamente un patrimonio agricolo e ambientale che appartiene alla storia dei territori".
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