
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 30 Settembre 2026
Sicurezza nel Mar Rosso e stabilità nel Corno d’Africa, il generale Iannucci visita le missioni italiane in Gibuti e Somalia
Il Comandante del Covi incontra le autorità locali e il personale militare impegnato nell'area: "Difendere la libera navigazione qui equivale a proteggere direttamente i nostri interessi nazionali".
La stabilità del Corno d’Africa e la tutela delle rotte commerciali nel Mar Rosso come fattore chiave per la sicurezza nazionale e dell'Unione Europea.
È questo il principio al centro della missione ufficiale condotta dal Comandante operativo di vertice interforze (Covi), generale Giovanni Maria Iannucci, che dal 22 al 24 settembre ha fatto tappa a Gibuti, Mogadiscio e infine presso la King Fahd Air Base a Ta’if, in Arabia Saudita, per incontrare le autorità locali e il personale italiano dislocato nell'area.
A Gibuti il generale Iannucci ha avuto una serie di colloqui istituzionali con il segretario generale del ministero degli Affari esteri, Mohamed Ali Hassan, il ministro degli Interni e della Difesa ad interim, Omar Abdi Said, il capo della Direzione generale delle relazioni internazionali, Ibrahim Zakaria, e il capo di Stato maggiore della Gendarmeria, Ali Mohamed Robleh.
I vertici hanno analizzato il quadro strategico regionale e il contributo della Missione bilaterale di addestramento delle Forze di polizia somale e gibutiane (Miadit Somalia), a guida Carabinieri.
Nella capitale, presso l’Accademia di polizia “Idriss Farah Abaneh”, Iannucci ha presenziato con il comandante della Polizia locale, Abdourahman Ali Kahin, ad alcune fasi delle attività formative.
Un ruolo cardine nel dispositivo è ricoperto dalla Base militare italiana di supporto (Bmis), struttura che assicura la logistica operativa sia per l'addestramento sul campo sia per le unità navali impegnate nelle acque del Golfo di Aden e dell'Oceano Indiano. Una sezione rilevante della visita ha riguardato la dimensione marittima e la sicurezza delle linee di navigazione.
Al porto di Gibuti, il comandante del Covi ha incontrato il capo della Guardia costiera locale, Omar Bogorè, e gli equipaggi delle navi italiane inserite nel dispositivo europeo Eunavfor Aspides: i cacciamine Rimini e Crotone, prossimi al rientro, e la fregata Bergamini.
Nell'occasione, Iannucci ha ricordato come oltre un terzo del traffico marittimo diretto verso i porti italiani attraversi questo bacino strategico: "Dietro ogni capacità e ogni missione ci sono donne e uomini che operano ogni giorno con professionalità e responsabilità, lontano da casa e in contesti complessi. Il valore della nostra presenza è la conseguenza del vostro lavoro quotidiano e dalla capacità di costruire rapporti solidi con i partner con cui operate", ha dichiarato al contingente, ribadendo poi che "difendere la libera navigazione qui equivale a difendere l’Italia".
La seconda tappa a Mogadiscio si è concentrata sul sostegno alle istituzioni della Somalia. L'agenda ha previsto il colloquio con il ministro della Difesa somalo, Ahmed Moalim Fiqi, e il punto di situazione con il personale italiano impiegato nelle due missioni europee Eutm (orientata alla formazione ed alla consulenza per le Forze armate somale) ed Eucap Somalia (focalizzata sulla Polizia e sul rafforzamento dello Stato di diritto anche in ambito marittimo).
Il viaggio del generale Iannucci si è infine concluso in Arabia Saudita a Ta’if, dove presso la King Fahd Air Base ha incontrato il comandante dello scalo, Khalid Alharbi, e il personale della Task Force Air–Arabia, sottolineando l'importanza strategica della base per il supporto a tutte le operazioni dell'area.
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