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  • Roma - Venerdì 2 Ottobre 2026

Spagna, il Congresso boccia il decreto sulla casa: esplode la protesta in piazza

Bocciata con 178 no e 172 sì la norma voluta dal governo Sánchez contro l'emergenza abitativa. La spaccatura nella maggioranza scatena la rabbia dei manifestanti a Madrid, con appelli allo sciopero generale.

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Il Congresso dei deputati spagnolo ha rigettato il decreto legge recante misure contro l'emergenza abitativa, incassando 172 voti favorevoli e 178 contrari.

A determinare la bocciatura dell'impianto normativo promosso dal governo guidato da Pedro Sánchez è stata la convergenza tra le forze di opposizione di destra, Partito Popolare e Vox, e i sette deputati della formazione indipendentista catalana Junts per Catalunya, il cui apporto si è rivelato ancora una volta determinante per gli equilibri della maggioranza.

L'esito della votazione ha immediatamente surriscaldato il clima all'esterno del Parlamento, lungo la Carrera de San Jerónimo, dove fin dal mattino si erano radunati gli attivisti dei sindacati degli inquilini insieme ai cittadini accampati da giorni nella centralissima Puerta del Sol.

Subito dopo la chiamata dell'aula, dalla piazza si sono levati cori di protesta indirizzati alla classe politica, scandendo slogan contro la speculazione immobiliare e invocando la proclamazione immediata di uno sciopero generale.

Le mobilitazioni avevano preso vigore già nelle ore precedenti con 'caceroladas' organizzate davanti alle sedi municipali di Madrid, Barcellona, Cordova e diverse altre città dello Stato, nate per fare pressione sui parlamentari a seguito dello sfratto dell'ottantasettenne Maricarmen Abascal.

La spaccatura politica si era consumata ufficialmente alla vigilia del voto con la nota inviata dal partito presieduto da Carles Puigdemont. Junts aveva chiesto al governo il ritiro del provvedimento prima del dibattito d'aula, argomentando che le tutele previste avrebbero ottenuto l'effetto opposto a quello desiderato, provocando la contrazione dell'offerta di immobili e l'ulteriore rincaro dei canoni di locazione.

Una posizione rigettata con fermezza dal premier Pedro Sánchez, intervenuto direttamente sui social: "Questo governo non farà un passo indietro nella sua lotta per il diritto alla casa", ha scritto su X il presidente del governo. "I decreti che abbiamo presentato servono per frenare la speculazione, facilitare l'accesso alla prima casa, favorire gli affitti accessibili e frenare gli sfratti, come abbiamo visto oggi nel caso di Macarena a Barcellona", ha proseguito Sánchez, prima di lanciare un guanto di sfida alle opposizioni: "È arrivata l'ora della verità. Pp, Vox e Junts devono scegliere: o stanno con la maggioranza sociale o con gli speculatori. Il loro voto li ritrarrà davanti a intere generazioni".

La bocciatura del decreto, arrivata nonostante il sostegno garantito da altre componenti della coalizione e della maggioranza parlamentare come Podemos e il Partito Nazionalista Basco, si trasforma così in un passaggio critico per la tenuta dell'esecutivo progressista, mentre le organizzazioni degli inquilini minacciano di inasprire le forme di lotta su tutto il territorio nazionale.

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