
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 27 Maggio 2026
Spagna: la Guardia Civil nella sede del Psoe a Madrid per il "caso Leire". Sanchez: "Se ci sono irregolarità, agiremo con severità"
Blitz all'alba nella direzione centrale dei socialisti in via Ferraz e nelle abitazioni di storici dirigenti del partito. L'inchiesta dell'Audiencia Nacional ipotizza un sistema di finanziamento illecito e fondi al nero tra il 2017 e il 2024. Il leader dell'opposizione Feijóo attacca: "Situazione di agonia, dare subito la parola agli spagnoli".
Un'imponente operazione giudiziaria ha scosso le fondamenta della politica spagnola, portando gli investigatori direttamente all'interno del quartier generale del partito di governo.
Alle prime luci dell'alba, gli agenti della Guardia Civil si sono presentati nella sede centrale del Partito Socialista Operaio Spagnolo (Psoe), situata in via Ferraz a Madrid, dando esecuzione a una serie di decreti emessi dal tribunale dell'Audiencia Nacional.
Il blitz, esteso simultaneamente alle abitazioni di influenti ex dirigenti politici e noti imprenditori, si inserisce nel quadro del cosiddetto "caso Leire", un'indagine protetta da stretto segreto istruttorio che ipotizza i reati di corruzione, riciclaggio e traffico di influenze.
I magistrati intendono far luce su un presunto circuito di pagamenti in contanti e fondi al nero che, tra il 2017 e il 2024, sarebbero serviti per liquidare le spese correnti di dipendenti e alti esponenti del partito.
La figura centrale dell'inchiesta è l'ex militante Leire Díaz — già tratta in arresto in via preventiva nel dicembre 2025 e ora sottoposta a misure cautelari —, ritenuta la principale recettrice di queste transazioni illecite.
Le perquisizioni e le acquisizioni documentali hanno toccato vertici di primo piano dell'organigramma socialista, tra cui l'ex vicepresidente dell'Andalusia, Gaspar Zarrías, e l'ex segretario di organizzazione del Psoe, Santos Cerdán, quest'ultimo già lambito dal parallelo "caso Koldo" sulle tangenti per le forniture sanitarie durante la pandemia.
Coinvolto nei controlli anche l'imprenditore Javier Pérez Dolset. Le attività della magistratura si stanno sviluppando in modo del tutto autonomo rispetto al "caso Plus Ultra", relativo al salvataggio pubblico di una compagnia aerea, che vede invece tra i soggetti esaminati l'ex primo ministro José Luis Rodríguez Zapatero.
La notizia della bufera giudiziaria ha raggiunto il premier e segretario nazionale del Psoe, Pedro Sánchez, mentre si trovava a Roma per la seconda giornata della sua visita ufficiale in Italia, dove era atteso in udienza in Vaticano da Papa Leone XIV. Interpellato dai cronisti a margine degli impegni istituzionali, il capo dell'esecutivo ha voluto ridimensionare la natura del blitz, pur garantendo il massimo rigore etico.
Sánchez ha tenuto a precisare che l'intervento in via Ferraz corrisponde a "una richiesta di informazioni e non a una perquisizione", ma ha subito aggiunto che "non si sottovaluta la gravità" delle indagini in corso e, "in caso di irregolarità", il partito stesso "agirà con la stessa determinazione di sempre" nel prendere provvedimenti contro eventuali implicati.
Il capo del governo ha poi rimarcato la linea della trasparenza: "Siamo pronti a una totale collaborazione con la giustizia, che rispettiamo", dichiarando inoltre di "non essere finora stato al corrente" di indiscrezioni su presunti coinvolgimenti nell'indagine di personale del Psoe. "Siamo un partito che non ha niente da nascondere", ha chiosato il premier, difendendo la stabilità della maggioranza e sostenendo che "nessuna" delle inchieste in corso che coinvolgono persone a lui vicine "mettono in discussione le azioni del governo in favore dell'agenda sociale".
Sánchez ha infine speso parole di tutela per il suo predecessore Zapatero, ribadendo la volontà di "collaborare con la giustizia" e "rispettare la presunzione di innocenza" nei suoi confronti, garantendogli pieno "sostegno": "Ho letto la risoluzione giudiziaria che lo riguarda e non ci sono motivi per cambiare questa posizione".
Le rassicurazioni giunte dall'Italia non hanno minimamente placato la dura reazione delle opposizioni conservatrici a Madrid. Il leader del Partido Popular, Alberto Núñez Feijóo, ha cavalcato l'onda degli arresti per chiedere lo scioglimento immediato delle Camere e il ritorno alle urne. Al suo arrivo al Congresso per il question time, Feijóo ha dipinto un quadro di totale disfacimento istituzionale: "Siamo in una situazione di agonia, siamo mettendo in discussione la decenza non solo del governo, non solo del Partito Socialista, ma stiamo cominciando ad avere rischio di contagio. Non resta altro rimedio che dare la parola agli spagnoli in maniera immediata. Non se ne può più".
Il capo della destra spagnola ha esortato i partiti della coalizione di minoranza a ritirare l'appoggio a Sánchez e a promuovere una mozione di sfiducia, sottolineando come "questo esecutivo puzza di marcio". In un duro atto d'accusa, il leader popolare si è domandato: "Quanti blitz ancora, quante altre commissioni, quante altre tangenti, quanto altro denaro in borse, quanti gioielli, quante altre istruttorie saranno necessarie?". Feijóo ha comunque escluso che sia il Pp a farsi promotore diretto del passaggio parlamentare di sfiducia — caldeggiato invece da Vox —, rilevando come al momento non vi siano i numeri sufficienti tra i gruppi della Camera per garantirne il successo.
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