
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 2 Ottobre 2026
Spagna: Sánchez battuto alla Camera, si fa avanti l'ipotesi di anticipare le elezioni
Nel fine settimana la decisione del premier, mentre piazze e movimenti minacciano lo sciopero generale.
Lo spettro del ritorno alle urne a fine novembre si allunga sul governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez, travolto da una pesante sconfitta parlamentare che di fatto certifica la rottura della maggioranza di coalizione.
Il Congresso dei deputati di Madrid ha infatti affossato i due decreti d'urgenza in materia di politiche abitative approvati appena tre giorni prima dall'esecutivo.
Il primo provvedimento è stato respinto con 172 voti favorevoli e 178 contrari, mentre il secondo ha incassato 166 sì e 184 no. A nulla è servito l'intervento d'emergenza in aula dello stesso premier, che ha rivolto un accorato appello ai deputati affinché pensassero "alla gente", avvertendo che la storia li avrebbe giudicati per la loro scelta.
A determinare il cortocircuito politico è stata la posizione intransigente dei nazionalisti conservatori catalani di Uniti per la Catalogna (Junts), la formazione guidata da Carles Puigdemont. Il partito ha votato contro i testi rendendo del tutto vani i tentativi di mediazione della ministra della Casa, Isabel Rodríguez. La rappresentante del governo aveva invano ricordato come il 90% delle istanze avanzate dai catalani fosse già stato integrato nei decreti, offrendo persino di convertire i testi in disegni di legge per consentire ulteriori ritocchi e correzioni tecniche.
Di fronte alla spaccatura insanabile, Sánchez si è preso il fine settimana per riflettere sull'eventuale scioglimento del Congresso e sulla convocazione di elezioni anticipate, per le quali la prima data utile nel calendario elettorale è individuata in domenica 29 novembre.
Mentre l'esecutivo vacilla, la tensione politica si è immediatamente trasferita nelle strade. Centinaia di manifestanti per il diritto all'abitare, radunati all'esterno del Congresso, hanno accolto la notifica della bocciatura gridando "vergogna" e intonando cori a favore dello "sciopero generale". Con lo striscione "i loro profitti, la nostra miseria", i movimenti sociali hanno promesso una risposta di massa nelle piazze, annunciando per sabato 3 ottobre mobilitazioni in oltre 50 città della Spagna.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24













