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  • Roma - Venerdì 2 Ottobre 2026

Spread Btp-Bund in rialzo a 128 punti: analisti confermano la fiducia sui titoli italiani

Il differenziale di rendimento torna a salire spinto da tensioni geopolitiche e dalla crisi fiscale francese. Gianluca Bergamaschi (Generali AM): "Valutazione positiva a medio-lungo termine, premio per il rischio eccessivo rispetto ai fondamentali".

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Giornata di tensione sui mercati obbligazionari con lo Spread tra Btp e Bund che registra un progressivo allargamento, attestandosi a quota 128 punti base dopo aver aperto la seduta a 122 punti e a fronte dei 118 punti registrati in chiusura nella giornata di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano è salito al 4,70%, mentre il corrispondente Bund tedesco si posiziona al 3,43%.

Sull'andamento del differenziale incidono principalmente le dinamiche internazionali e l'instabilità politica dei Paesi partner, come chiarisce Gianluca Bergamaschi, Head of Fixed Income – Mandates presso Generali Asset Management: "Nel breve periodo lo Spread italiano continua a risentire degli shock esterni, in particolare di quelli legati ai mercati energetici, alle tensioni commerciali globali e all’incertezza geopolitica".

Le tensioni "riflettono la volatilità che ha interessato i mercati obbligazionari globali e le crescenti preoccupazioni degli investitori per la situazione fiscale e politica francese. Riteniamo tuttavia che gli attuali livelli incorporino un premio per il rischio eccessivo rispetto ai fondamentali dell’Italia e manteniamo pertanto una visione costruttiva sul mercato dei Btp".

La tenuta dei titoli italiani rimane ancorata a fattori strutturali e alla risposta positiva del mercato. "Il rendimento offerto dai titoli di Stato italiani resta infatti interessante rispetto a quello dei governativi dei Paesi core dell’Eurozona. Anche il quadro tecnico continua a essere favorevole, grazie a una domanda che si mantiene solida sia da parte degli investitori domestici sia di quelli internazionali. La nostra valutazione di medio-lungo termine sui titoli di Stato italiani resta positiva, sostenuta dal progressivo miglioramento dei fondamentali macroeconomici, fiscali e istituzionali. Negli ultimi anni l’Italia ha rafforzato significativamente la propria credibilità fiscale", evidenzia l'analista di Generali AM.

A conferma del percorso intrapreso arrivano i riscontri dei mercati e degli organismi di valutazione. "Gli upgrade e le revisioni positive dell’outlook da parte delle principali agenzie di rating riflettono una maggiore disciplina di bilancio, i progressi nel consolidamento dei conti pubblici e il rispetto degli impegni assunti in sede europea.

In questo contesto, la riduzione del premio per il rischio richiesto dagli investitori appare sempre più un fenomeno strutturale piuttosto che ciclico. Anche la struttura del debito pubblico rappresenta un importante fattore di resilienza. Il Tesoro ha continuato a mantenere una vita media relativamente elevata delle emissioni, limitando il rischio di rifinanziamento e riducendo la sensibilità del costo del debito alle oscillazioni dei tassi di mercato. La presenza di una base stabile di investitori domestici costituisce inoltre un ulteriore elemento di sostegno nelle fasi di tensione finanziaria", prosegue il consulente.

In conclusione, la solidità contabile italiana offre margini di tenuta superiori rispetto ad altre realtà europee: "Sebbene il debito pubblico rimanga elevato in termini assoluti, la sua dinamica appare oggi più gestibile rispetto al passato. In termini relativi, il percorso della finanza pubblica italiana risulta più costruttivo rispetto a quello francese, dove il deterioramento dei conti pubblici è diventato evidente, e a quello tedesco, il cui modello economico richiede un crescente supporto di politica fiscale", chiosa Bergamaschi.

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