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  • Roma - Venerdì 29 Maggio 2026

Studio Aiom: un paziente su quattro riesce a superare il tumore

Il 65% delle donne e il 59% degli uomini raggiungono la sopravvivenza a cinque anni. Le proiezioni per il 2026 indicano una riduzione della mortalità oncologica, grazie all'introduzione di terapie innovative.

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Il panorama della medicina oncologica in Italia registra traguardi significativi che modificano in positivo le aspettative e la qualità della vita delle persone colpite da patologie tumorali.

In base alle conclusioni presentate dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), attualmente un cittadino su quattro tra coloro che hanno ricevuto una diagnosi è riuscito a sconfiggere definitivamente la malattia, raggiungendo parametri di recupero tali da potersi considerare completamente guarito.

Questo bilancio clinico favorevole è stato illustrato dal presidente dell'organizzazione scientifica, Massimo Di Maio, nel corso di una sessione informativa sviluppata all'interno del prestigioso Congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco), in corso a Chicago (Usa).

Le statistiche comparative presentate alla comunità scientifica internazionale mostrano le differenze di volume e i tassi di sopravvivenza tra le due sponde dell'Atlantico, evidenziando il buon posizionamento dei protocolli terapeutici applicati nella penisola.

"Nel 2025, in Italia, sono state stimate 390.000 nuove diagnosi di cancro, negli Usa oltre due milioni nel 2026. Negli Stati Uniti il 70% dei pazienti è vivo a 5 anni. In Italia ci stiamo avvicinando, perché il 65% nelle donne e il 59% negli uomini raggiungono questo traguardo e almeno un paziente su quattro è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può ritenersi guarito", ha spiegato Di Maio nel suo intervento.

Le proiezioni elaborate per il 2026 confermano inoltre una tendenza alla rincorsa nei confronti degli standard statunitensi, stimando una riduzione della mortalità per cause oncologiche del 17,3% nella popolazione maschile e dell'8,2% in quella femminile rispetto ai registri ottenuti nel biennio 2020-2021.

Il fattore determinante in questa evoluzione degli indicatori clinici risiede nella progressiva introduzione di strumenti farmacologici di ultima generazione, capaci di agire in modo mirato sulle cellule maligne e di ottimizzare le risposte immunitarie dell'organismo. "Terapie innovative, come i farmaci a bersaglio molecolare e l'immunoterapia permettono, in una percentuale significativa di casi, di cronicizzare la malattia in fase avanzata o di ottenere la guarigione, con consistenti risparmi in altre voci di spesa, sanitaria e sociale", ha sottolineato il presidente dell'Aiom.

Lo specialista ha tuttavia voluto rivolgere un chiaro monito alle istituzioni politiche ed economiche, ricordando la necessità di mantenere finanziamenti solidi per assicurare l'accesso equo alle cure. Secondo quanto avvertito da Di Maio, infatti, "è possibile continuare a garantire la qualità delle cure e la sostenibilità del sistema solo con politiche di sostegno all'assistenza e alla ricerca, che permettano di sviluppare terapie innovative".

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