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- Roma - Venerdì 29 Maggio 2026
Svolta nei rapporti Ue-Budapest: la Commissione sblocca 10 miliardi di Euro per l'Ungheria
L'Unione lancia un nuovo scudo finanziario, non ratificato dall'Italia, per potenziare le capacità militari, con la Polonia che riceve 6,6 miliardi di euro per modernizzare le sue forze armate.
I corridoi istituzionali di Bruxelles registrano una netta accelerazione sul fronte della gestione dei flussi finanziari comunitari, ridisegnando gli equilibri politici con l'Europa centro-orientale e avviando nuovi canali di spesa per la sicurezza continentale.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel corso di una conferenza stampa ufficiale tenuta congiuntamente con il nuovo primo ministro ungherese, Peter Magyar, ha formalizzato la decisione di sbloccare un pacchetto da 10 miliardi di euro di fondi dell'Unione Europea, precedentemente congelati a causa delle lunghe controversie sullo stato di diritto.
La distensione diplomatica tra l'esecutivo europeo e Budapest apre le porte a un progressivo riallineamento finanziario ed educativo. I tavoli tecnici hanno infatti permesso di registrare importanti "progressi" in merito al futuro sblocco di ulteriori 4,2 miliardi di euro legati ai fondi di coesione.
Il mutamento del quadro politico produrrà effetti immediati anche sui percorsi formativi giovanili: "Già dal prossimo anno accademico, e questa è una buona notizia, anche gli studenti ungheresi potranno tornare a far parte della comunità Erasmus", ha annunciato con favore von der Leyen.
La presidente si è rivolta direttamente al leader magiaro, sottolineando il valore della transizione Democratica avviata nel Paese: "Il popolo ungherese ha preso in mano il proprio futuro. Ha fatto una scelta chiara. Ha scelto l'Europa e ha scelto la democrazia. Ha scelto di tornare al cuore della nostra Unione, dove appartiene, e sono passate solo poche settimane, ma non vediamo l'ora di sentire un forte vento di cambiamento".
Il discorso di von der Leyen ha rimarcato la forte valenza simbolica e operativa dei primi passi compiuti dall'esecutivo ungherese: "Caro Peter, stai inviando al mondo messaggi potenti con il tuo giuramento nel giorno dell'Europa, con il suono dell'ingresso europeo e con la bandiera europea che sventola di nuovo fiera sul Parlamento ungherese. Questi sono i simboli dell'inizio di una nuova era. Sebbene messaggi e simboli siano importanti, è il duro lavoro che fa la differenza e, in tempi record, hai formato un governo con ministri provenienti dai vertici della professione, che si sono messi al servizio dell'interesse pubblico. Il tuo governo si sta muovendo con rapidità e determinazione per mantenere le promesse fatte al popolo ungherese: rilanciare la ripresa economica, combattere la corruzione e ripristinare lo stato di diritto".
Parallelamente ai dossier ungheresi, il briefing quotidiano con la stampa a Bruxelles ha ridefinito i confini e le geografie del nuovo scudo finanziario destinato alla difesa e alla resilienza industriale, escludendo l'Italia dalla lista dei partecipanti. "Abbiamo in totale 5 Stati che hanno firmato un accordo di prestito Safe: sono Polonia, Lituania, Croazia, Romania e Belgio, quindi l'Italia non ne fa parte", ha chiarito il portavoce della Commissione Ue, Thomas Regnier.
Lo strumento Safe è stato concepito dai vertici comunitari come una leva strategica per incrementare le capacità cibernetiche, proteggere le catene di approvvigionamento e supportare le infrastrutture a duplice uso civile e militare. In questo contesto, la Polonia si è configurata come la prima nazione dell'Unione a ricevere una quota di prefinanziamento pari a 6,6 miliardi di euro, corrispondente al 15% della sua dotazione complessiva di 43,7 miliardi di euro. I fondi erogati serviranno ad accelerare i piani di modernizzazione delle forze armate di Varsavia.
La rilevanza strategica dell'operazione è stata commentata dalla vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Henna Virkkunen: "L'Europa deve essere preparata a qualsiasi scenario e pronta ad agire in qualsiasi circostanza. Il programma di prestiti Safe è un elemento importante di questa missione: è uno strumento essenziale per garantire e sviluppare le urgenti capacità militari del nostro continente".
L'erogazione dei capitali, sostenuta dall'emissione di debito comune sui mercati finanziari che gli Stati beneficiari dovranno rimborsare a lungo termine, rappresenta una svolta operativa per l'intera architettura di sicurezza dell'Unione. "L'odierno prefinanziamento da 6,6 miliardi di euro per la Polonia nell'ambito di Safe rappresenta un passo concreto in avanti per la nostra sicurezza comune. Contribuirà a realizzare più rapidamente gli investimenti e a rafforzare la preparazione dell'Europa attraverso una maggiore cooperazione e capacità congiunte", ha concluso il commissario europeo alla Difesa e allo Spazio, Andrius Kubilius, confermando che l'erogazione segue il completamento di tutti i passaggi formali e che i successivi pagamenti avverranno in modo progressivo.
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