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  • Campobasso - Martedì 29 Settembre 2026

Tragedia di Pietracatella, nuove perquisizioni per l'avvelenamento da ricina: setacciati gli studi di Gianni Di Vita

Gli agenti della Mobile perquisiscono gli uffici del commercialista ed ex sindaco a Pietracatella e Campobasso. L'uomo è stato accompagnato in Questura, ma al momento il fascicolo per duplice omicidio resta contro ignoti.

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Nuova svolta nell'inchiesta sulla morte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, madre e figlia decedute lo scorso dicembre a Pietracatella a seguito di un avvelenamento da ricina.

Gli uomini della Squadra Mobile di Campobasso, guidati da Marco Graziano, hanno eseguito una serie di perquisizioni disposte dalla Procura della Repubblica di Larino a seguito di recenti sviluppi investigativi.

I controlli delle forze dell'ordine si sono concentrati sulle proprietà di Gianni Di Vita, commercialista, ex sindaco del paese molisano nonché marito e padre delle due vittime.

Gli agenti hanno setacciato prima lo studio professionale di Pietracatella — situato proprio di fronte all'abitazione di famiglia in cui si consumò il dramma nei giorni a ridosso di Natale — e successivamente un secondo ufficio di proprietà di Di Vita situato in via D'Amato a Campobasso. A differenza della casa familiare, entrambi gli uffici non figurano sotto sequestro.

Alla presenza del professionista, le operazioni all'interno della sede del capoluogo si sono protratte a lungo. Attorno alle 10.45 gli investigatori hanno concluso la perquisizione e Di Vita è risalito a bordo dell'autovettura di servizio della Polizia per essere accompagnato in Questura.

Nonostante l'accelerazione dell'attività istruttoria e i nuovi accertamenti contabili e informatici, la Procura di Larino precisa che nel fascicolo d'inchiesta, aperto con l'ipotesi di reato di duplice omicidio, al momento non figura alcun nome iscritto nel registro degli indagati.

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