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  • Roma - Venerdì 9 Ottobre 2026

Transizione energetica e finanza, alla Giornata del credito l'allarme sugli investimenti: "Servono risorse imponenti tra pubblico e privato"

A Roma la 58esima edizione della Giornata del credito. L'appello di esperti e industriali: "Servono oltre 600 miliardi l'anno, indispensabile la sinergia tra pubblico e privato".

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Energia, sostenibilità e il ruolo propulsivo della finanza nel percorso verso le fonti pulite sono stati i temi portanti della cinquantottesima edizione della Giornata del credito, ospitata presso la Camera di Commercio di Roma.

Al centro del dibattito la ricerca delle risorse necessarie a sostenere la transizione ecologica, una sfida che richiede l'integrazione tra risorse pubbliche e capitali privati, come evidenziato da Fabio Pompei, amministratore delegato di Deloitte Italia.

“I numeri sono decisamente imponenti perché le stime della Commissione Europea parlano appunto di investimenti per 660 miliardi l’anno dal ’26 al ’30 sul tema proprio della transizione energetica. È evidente che investimenti di queste dimensioni non possono essere gestiti solamente attraverso il sistema pubblico, quindi è necessario un intervento del sistema finanziario anche privato, ma direi che soprattutto è importante creare un ecosistema in cui tutti i portatori di interessi, tutti i protagonisti poi svolgano un ruolo complementare”, ha dichiarato l'amministratore delegato.

Sul binomio strategico tra risorse finanziarie e trasformazione energetica si è espresso anche il presidente dell’Associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito, Ercole Pellicanò: “Diciamo che la Giornata del Credito come concetto di base tende, ormai da 58 anni, a diffondere la cultura economico-finanziaria, fare cultura. Oggi abbiamo naturalmente un tema principale per il Paese, che è il problema dell’energia. L’energia è enorme, non solo per il nostro Paese, ma per noi in particolare. E l’energia va sostenuta attraverso un supporto finanziario, le banche, il sistema finanziario, le assicurazioni e così via. Quindi riflettendo sull’argomento di quest’anno, ho messo insieme le due cose: energia e finanza, perché si completano e sono indispensabili insieme. Comunque l’energia è l’argomento principale di oggi ed il supporto delle banche e del sistema finanziario”.

A sollecitare un deciso intervento delle istituzioni comunitarie è stato infine Aurelio Regina, delegato di Confindustria per l'Energia: “Uno studio che abbiamo realizzato come Confindustria negli anni scorsi indicava in 1100 miliardi di euro l’impegno, diciamo, economico come Sistema Paese per raggiungere gli obiettivi che l’Unione Europea ha condiviso con gli Stati membri. Sono una mole ingente che nessun Stato né singolarmente, né a livello di singoli investimenti privati può sopportare. Quindi occorre davvero un grande sforzo comune, un grande sforzo anche da parte dell’Unione Europea; in questo io credo che debba mettere a disposizione delle imprese e degli Stati membri, diciamo, una capacità di finanziamento ulteriore oltre quella del singolo Stato”.

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