
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 6 Ottobre 2026
Trump: "Aiuteremo la Russia a fronteggiare la peste, microbi più forti e furbi"
Rubio chiede trasparenza a Mosca, l'OMS valuta il rischio per la salute pubblica basso. Mosca offre i propri esperti a Washington.
“Sono preoccupato, la peste polmonare è dura, sapete? È una malattia che sapevamo tenere sotto controllo. Ma, in qualche modo, i microbi sono diventati più forti e più furbi. Sono come un esercito. I germi sono davvero diventati più forti e i farmaci che funzionavano sulla polmonite non funzionano più così bene. Ma li aiuteremo”. Con queste parole il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato la disponibilità degli Stati Uniti a intervenire a supporto di Mosca a seguito della morte di una ricercatrice in un laboratorio della regione di Irkutsk, in Siberia.
Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario di Stato americano Marco Rubio, che a margine di una visita in Islanda ha sollecitato la massima collaborazione da parte del governo russo: “Spetta alla Russia fornire maggiori informazioni su quanto accaduto”, sottolineando come ogni episodio di infezione maturato in un centro di ricerca desti forte apprensione dopo la pandemia di Covid.
Nel frattempo, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) segue gli sviluppi da Ginevra mantenendo un profilo cauto. Il portavoce Christian Lindmeier ha chiarito che non c'è ancora una conferma ufficiale sulla causa del decesso e che gli accertamenti sono in corso: “Sulla base delle informazioni disponibili, la valutazione iniziale del rischio effettuata dall'OMS indica un livello da moderato a basso per Irkutsk, un rischio basso per l'intera Federazione Russa e un rischio molto basso per la Regione europea dell'OMS. Aggiorneremo la valutazione man mano che perverranno ulteriori informazioni”.
Lindmeier ha confermato che l'organizzazione è in contatto con le autorità sanitarie russe ai sensi del Regolamento Sanitario Internazionale per verificare l'evento, il tracciamento dei contatti e i risultati di laboratorio.
Non si è fatta attendere la contromossa di Mosca, affidata a Rospotrebnadzor, l'agenzia federale russa per la tutela della salute. L'ente ha ridimensionato il caso siberiano e ha replicato a Washington ricordando che negli Stati Uniti la situazione delle malattie infettive resta instabile, con un decesso per peste registrato lo scorso giugno in New Mexico e numerosi casi di tifo.
L'agenzia ha quindi ribaltato l'offerta d'aiuto: “La Russia vanta una vasta esperienza pratica e scientifica nel garantire il benessere epidemiologico sia a livello nazionale che internazionale. Per contribuire alla prevenzione e al controllo delle epidemie, la Russia è pronta a fornire agli Stati Uniti specialisti, attrezzature di laboratorio e misure diagnostiche e preventive altamente efficaci, che potrebbero servire all'obiettivo di riprendere la collaborazione tra Russia e Stati Uniti per proteggere la salute pubblica dalle minacce infettive”.
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