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  • Roma - Martedì 22 Settembre 2026

Trump all'Onu: "Il messaggio a Putin? Mettere fine alla guerra"

Il presidente americano interviene all'Assemblea Generale rivendicando i risultati internazionali e mandando un monito al Cremlino. A Palazzo di Vetro anche l'allarme di Guterres sulla Cisgiordania e la fitta rete di vertici bilaterali.

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"Mettere fine alla guerra". È questo il messaggio secco che Donald Trump ha indirizzato al presidente russo Vladimir Putin, rispondendo ai giornalisti a margine dei suoi impegni all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York.

Un intervento, quello del presidente americano, preceduto da una frecciatina alla stampa al suo arrivo al Palazzo di Vetro — giunto proprio mentre il Segretario Generale António Guterres concludeva il proprio discorso: "È un onore essere qui all'Onu. Sono sorpreso che Cnn sia qui a coprirmi. Non dovrebbe esserci, aveva detto che non mi avrebbe coperto", per poi aggiungere: "È un onore essere all'Onu, stiamo facendo molti progressi".

Nel corso del suo discorso, anticipato dagli estratti diffusi dalla Casa Bianca, il tycoon ha rivendicato con forza la propria linea di politica estera: "Mentre altri parlavano, io ho agito. Mentre altri parlavano di pace, io l'ho realizzata. Mentre altri ignoravano le minacce, io le ho affrontate. Mentre altri promettevano forza, io l'ho usata per rendere l'America il Paese più potente del mondo".

Trump ha poi tracciato una linea invalicabile sulla sicurezza dell'emisfero occidentale: "Gli Stati Uniti non permetteranno più che minacce all'America mettano radici in alcuna parte dell'emisfero occidentale. E, se necessario, impiegheremo la nostra potenza militare per tutelare gli interessi nazionali vitali degli Stati Uniti", arrivando a definire i cartelli della droga come "l'Isis dell'emisfero occidentale. Sono nemici in guerra contro la civiltà, che utilizzano omicidi, stupri, torture ed estorsioni come strumenti di terrore".

Il presidente statunitense ha rivolto un ringraziamento formale all'organo esecutivo dell'Onu: "Voglio ringraziare il Consiglio di Sicurezza dell'Onu per aver approvato a larghissima maggioranza una risoluzione che condanna i deplorevoli attacchi terroristici dell'Iran contro le navi commerciali", sottolineando come l'atto abbia "ottenuto un numero di co-sponsor tra gli Stati membri dell'Onu superiore a qualsiasi altra risoluzione del Consiglio di Sicurezza nella storia".

Non sono mancate accuse dirette al governo di L'Avana: "Il regime cubano ha trascorso decenni a coordinarsi con la sinistra radicale e le reti comuniste qui negli Stati Uniti. Come documentato dal Dipartimento di Stato, ha coltivato legami con gruppi sovversivi e radicali quali il Partito Comunista degli Stati Uniti, Antifa e i Democratic Socialists of America".

La giornata al Palazzo di Vetro si è aperta con il forte richiamo del Segretario Generale António Guterres, che ha invocato il dialogo per il Medio Oriente: "In tutto il Medio Oriente, i conflitti si stanno moltiplicando a catena. Faccio appello ai leader presenti in quest'aula affinché sfruttino al meglio questa settimana di alto livello per favorire la de-escalation e il dialogo. Lanciamo insieme un messaggio chiaro: i combattimenti devono cessare, gli aiuti umanitari devono poter fluire, e i diritti e le libertà di navigazione devono essere pienamente ripristinati, in conformità con il diritto internazionale".

Guterres ha inoltre denunciato con toni severi le tensioni nei territori occupati, evidenziando come "violenze, sfollamenti e espansione degli insediamenti stanno demolendo la strada della pace e aumentando lo spettro della pulizia etnica nella Cisgiordania occupata", condannando al contempo la situazione in Europa orientale: "In Ucraina, l'invasione su vasta scala da parte della Russia ha trascinato un paese sovrano in una guerra brutale, in palese violazione della Carta delle Nazioni Unite".

A margine dell'Assemblea si susseguono intanto i vertici multilaterali e i bilaterali cruciali. I ministri degli Esteri del G7 hanno chiesto con fermezza che gli Houthi "cessino immediatamente tutte le loro azioni militari, minacce e attacchi" nel Mar Rosso, definendo la condotta del gruppo armato "una pericolosa spirale di escalation che rischia di esacerbare ulteriormente il conflitto, di compromettere il commercio internazionale e di creare instabilità economica su scala mondiale".

Sulla stessa direttrice l'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, secondo cui la missione Aspides "ha bisogno di ulteriori assetti navali e aerei", ed è emerso che "la Francia intende collaborare con gli americani e i propri partner a una risoluzione del Consiglio di sicurezza che garantisca la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz".

Sul fronte diplomatico europeo, Volodymyr Zelensky ha incontrato Emmanuel Macron confermando il lavoro congiunto sulla difesa aerea: "Continuiamo a lavorare sulla possibilità di produrre in Ucraina tali sistemi di difesa aerea e i relativi missili, così come sul programma antibalistico Freja, che abbiamo sviluppato congiuntamente con i nostri partner", mentre il premier britannico Andy Burnham si è detto convinto di trovare "terreno comune" nel bilaterale programmato con Trump.

Spazio infine alle proposte di riforma strutturale, con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che dalle colonne di Bloomberg ha rilanciato la sua battaglia contro la governance dell'Onu, sostenendo che "è essenziale che la necessità di una riforma si trasformi in una roadmap" incentrata sull'"abolizione del privilegio del veto" attualmente in mano ai cinque membri permanenti.

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