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  • Roma - Martedì 6 Ottobre 2026

Trump: "Aumento sui carburanti è un piccolo prezzo da pagare per la sicurezza". Gli Usa ritirano i bombardieri dal Regno Unito per minaccia droni

Gli Houthi rivendicano nuove offensive contro Riad.

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Gli elevati prezzi della benzina pagati dagli automobilisti statunitensi rappresentano soltanto un "piccolo prezzo da pagare per mantenere il mondo al sicuro e mantenere al sicuro il nostro Paese". Con queste parole il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando durante un comizio elettorale a Grand Island, in Nebraska, ha difeso la politica energetica e di difesa dell'amministrazione a fronte dei recenti rincari, sostenendo che il valore del greggio sia comunque contenuto e pronosticando un calo del costo dei carburanti al distributore entro tempi brevi.

Nel corso dell'intervento, il leader della Casa Bianca ha ribadito la linea della massima fermezza nei confronti dell'Iran per impedirne il riarmo nucleare, contestualizzando le tensioni economiche nell'ambito della sicurezza internazionale.

Sullo sfondo delle crescenti frizioni nella regione e nel Medio Oriente, gli Stati Uniti hanno peraltro deciso di ritirare i propri bombardieri strategici dalla base della Royal Air Force di Fairford, nel Gloucestershire. Secondo indiscrezioni diffuse dalla stampa americana e confermate in linea generale dallo stesso Trump, il ridislocamento è stato disposto a scopo cautelativo a seguito di segnalazioni dell'intelligence relative a un potenziale rischio di attacchi condotti con droni di fabbricazione iraniana.

Nel frattempo, la stabilità dell'area mediorientale continua a essere duramente messa alla prova dal riacutizzarsi delle ostilità nella penisola arabica. Il movimento sciita Ansar Allah ha infatti rivendicato una vasta serie di offensive condotte con missili balistici, vettori da crociera e droni diretti contro il territorio saudita. Secondo le dichiarazioni fornite dal portavoce militare del gruppo yemenita, gli attacchi avrebbero preso di mira l'aeroporto internazionale Re Khalid di Riad, una raffineria della compagnia statale Saudi Aramco a Rabigh e diverse installazioni militari e infrastrutturali nelle province meridionali di Asir, Najran e Jazan, in risposta a circa sessanta incursioni aeree effettuate dalla coalizione araba nelle ore precedenti.

Le autorità di Riad hanno reagito condannando con decisione le operazioni dei ribelli, accusandoli di bersagliare deliberatamente centri urbani e strutture civili ed economiche. Il ministero degli Esteri saudita ha rimarcato il pieno diritto del regno a tutelare la propria integrità territoriale e la popolazione, sostenendo che l'escalation risponda a strategie dettate da potenze straniere a detrimento del processo di pace e aggravando la crisi umanitaria in territorio yemenita, mentre lungo la costa occidentale proseguono gli scontri sul campo tra il movimento e le truppe governative.

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