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- Mercoledì 15 Aprile 2026
Trump: "Guerra in Iran quasi finita". Il Centcom: "Blocco di Hormuz totalmente attuato"
Su Truth, il tycoon torna ad attaccare Papa Leone XIV: "Qualcuno può ricordargli che Teheran ha ucciso 42.000 manifestanti?". L’Aiea avverte: senza ispettori e verifiche rigorose l’accordo con Teheran sarà solo un’illusione.
Donald Trump scuote la diplomazia globale dichiarando a Fox News che la guerra contro l'Iran sta per arrivare al termine: “Penso che sia quasi finita. Voglio dire, la considero molto vicina alla fine”.
Parlando a Sky News, il presidente USA ha aggiunto che è “molto probabile” un accordo con Teheran entro fine aprile: “È possibile. Molto possibile. Sono stati colpiti duramente”. Alla Abc, Trump ha inoltre escluso un'estensione del cessate il fuoco, convinto della svolta imminente:
“Penso che assisterete a due giorni straordinari. Ne sono convinto. Potrebbe finire in entrambi i modi, ma penso che un accordo sia preferibile perché così potranno ricostruire. Ora hanno davvero un regime diverso. In ogni caso, abbiamo eliminato i radicali. Non sono più con noi”.
Il tycoon ha poi sferrato un durissimo attacco a Papa Leone XIV su Truth: “Qualcuno può per favore dire a Papa Leone che l’Iran ha ucciso almeno 42.000 manifestanti innocenti e completamente disarmati negli ultimi due mesi, e che per l’Iran possedere una bomba nucleare è assolutamente inaccettabile? L’America è tornata”.
Sulla questione è intervenuto il vicepresidente JD Vance: “Da un lato, ancora una volta, mi piace che il Papa sia un sostenitore della pace. Penso che questo sia certamente uno dei suoi ruoli. Dall’altro, come si può dire che Dio non sia mai dalla parte di chi impugna la spada? Dio era dalla parte degli americani che liberarono la Francia dai nazisti? Dio era dalla parte degli americani che liberarono i campi dell’Olocausto e salvarono quelle persone innocenti da coloro che avevano perpetrato l’Olocausto? Io penso decisamente di sì”.
Di contro, il cardinale Gianfranco Ravasi ha definito quella di Trump un'uscita “sgangherata”, sostenendo che la statura del Pontefice sia superiore e che l'attacco abbia “compattato il mondo cattolico e religioso in genere attorno alle figure che rappresentano i valori dell’umanesimo”.
Il Telegraph analizza lo strappo spiegando che la guerra ha interrotto un'alleanza “solidissima”, segnando forse la “fine della storia tra due anime gemelle in politica”.
In Italia, il ministro Luca Ciriani ha avvertito su Rai Radio1: “Se la crisi dello stretto di Hormuz non si risolve avremo bisogno di misure straordinarie e c’è bisogno che l’Unione Europea capisca che a situazioni straordinarie bisogna reagire con misure straordinarie. Se la situazione non si sblocca, saremo di fronte a un rischio di stagnazione e recessione globale”.
Sul fronte tecnico, il direttore dell’Aiea Rafael Grossi ha gelato gli entusiasmi da Seul: “L’Iran ha un programma nucleare molto ambizioso e ampio. In caso di un accordo tutto ciò richiederà la presenza degli ispettori dell’Aiea altrimenti non ci sarà un accordo. Ci sarà solo l’illusione di un accordo. Qualsiasi intesa sulla tecnologia nucleare richiede meccanismi di verifica molto dettagliati”.
Nonostante ciò, Vance ha confermato che Trump punta a un “grande accordo”: “Se vi impegnate a non avere un’arma nucleare, faremo prosperare l’Iran. Lo renderemo economicamente prospero e inviteremo il popolo iraniano nell’economia mondiale in un modo in cui non è mai stato durante tutta la mia vita”.
Mentre il Centcom annuncia che il blocco di Hormuz è stato “completamente attuato”, il Financial Times svela che Teheran avrebbe usato un “satellite spia cinese” per colpire basi USA. Il Pakistan continua la mediazione, con il ministro Aurangzeb che assicura: “La nostra leadership non si arrende”.
La Cina, tramite il portavoce Guo Jiakun, ha affermato di “accogliere con favore tutti gli sforzi che contribuiscano a un cessate il fuoco e alla cessazione delle ostilità”.
In questo clima, il presidente del Consiglio UE Antonio Costa ha incontrato Mohammed bin Salman auspicando che “lo slancio dell’accordo di cessate il fuoco venga mantenuto”.
La cronaca riporta infine due ordigni esplosi a Teheran, raid israeliani a sud di Beirut e la mossa dei Dem USA che presenteranno cinque articoli di impeachment contro il Segretario alla Difesa Pete Hegseth.
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