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- Roma - Martedì 26 Maggio 2026
Turismo, Istat: boom di presenze nel primo trimestre, +7,5%. Gli stranieri prendono d'assalto l'extra-alberghiero
I dati flash dell'istituto di statistica fotografano un avvio d'anno record per la ricettività nazionale, trascinata dai visitatori internazionali (+12,3%). Mentre gli hotel crescono a ritmo costante, le strutture extralberghiere e gli affitti brevi fanno registrare un balzo del 14,7%, con marzo eletto mese d'oro grazie al traino oltreconfine.
I flussi turistici in Italia archiviano la prima frazione dell'anno con indicatori ampiamente positivi, consolidando una traiettoria di sviluppo strutturale che vede il nostro Paese al centro delle preferenze internazionali.
Secondo i dati macroeconomici flash elaborati dall'Istat per i primi tre mesi dell'anno, il comparto ricettivo nazionale ha registrato un incremento su base annua del 4,2% per quanto riguarda gli arrivi e del 7,5% sul fronte delle presenze complessive. In termini assoluti, le strutture ricettive della penisola hanno intercettato la quota di 23 milioni di ingressi individuali, traducendoli in ben 71,6 milioni di pernottamenti complessivi.
A fare da vero e proprio motore economico della filiera è la componente dei viaggiatori stranieri, la cui incidenza sul volume totale dei pernottamenti è salita al 54,6%, archiviando una progressione del 12,3% rispetto allo stesso arco temporale dello scorso anno.
L'analisi cronologica dei dati evidenzia come la crescita abbia interessato l'intero arco del trimestre, con picchi di particolare intensità nei mesi di febbraio e marzo, favoriti anche da una forte reattività della clientela d'oltreconfine. Nel dettaglio, le presenze dei turisti italiani hanno segnato un progresso del 3,4% a febbraio e del 2,7% a marzo.
Nello stesso bimestre, la componente internazionale ha mostrato tassi di espansione a doppia cifra, fissando un +11,3% nel secondo mese dell'anno e un eccezionale +17,4% nel mese di marzo, che si consacra così come il periodo più dinamico dell'avvio di stagione.
Sul fronte della fidelizzazione e dei tempi di soggiorno, la permanenza media sul territorio si è attestata a 3,12 notti per ospite (sostanzialmente in linea con i valori storici), mantenendo la tradizionale forbice tra la tendenza a soggiorni più lunghi da parte degli stranieri (3,53 notti) rispetto a una mobilità interna più rapida e legata ai weekend per i residenti (2,74 notti).
Sotto il profilo dei canali di ospitalità, la nota statistica evidenzia una marcata asimmetria tra i diversi modelli di business. Il settore alberghiero tradizionale mantiene la quota maggioritaria del mercato in termini di volumi assolutizzati — assorbendo 16 milioni di arrivi e 46,3 milioni di pernottamenti — ma mostra ritmi di crescita più moderati, fermandosi a un +3,9% complessivo, condizionato da una sostanziale stasi della clientela domestica (+0,2%) bilanciata dal +7,5% dei clienti esteri.
Di contro, l'universo extra-alberghiero (che include i b&b, i residence e la galassia delle locazioni brevi in appartamenti privati) fa segnare una vera e propria impennata del 14,7%, capitalizzando 6,9 milioni di arrivi e 25,3 milioni di presenze. In questo specifico segmento si registra l'ottima performance dei turisti italiani (+6,5%) e, soprattutto, un incremento esponenziale dei viaggiatori provenienti dall'estero, che fanno segnare un balzo del 21,5%. Al contrario, la quota di mercato legata ai residenti italiani ha evidenziato una leggera contrazione dello 0,8% sul fronte degli arrivi totali, interamente imputabile a una minore propensione alla prenotazione nelle strutture alberghiere standard.
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