
- Prima Notizia 24
- Ancona - Venerdì 2 Ottobre 2026
Urso sui carburanti: "L'Italia è un modello di responsabilità sociale anche per l'Europa"
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy ad Ancona rivendica le misure adottate sui prezzi e la tutela della rete strategica delle raffinerie: "Fronteggiata l'emergenza, ma i problemi restano".
Un modello d'intervento fondato sulla responsabilità sociale che può fare da apripista a livello europeo, pur mantenendo alta l'attenzione sulle criticità strutturali del settore energetico. È questa la posizione espressa dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine di un appuntamento promosso da Confindustria ad Ancona, nel fare il punto sulle politiche nazionali relative al prezzo dei carburanti e alla protezione delle filiere strategiche.
"Il prezzo dei carburanti oggi è accessibile nel nostro Paese e si sta aumentando la scontistica per gli altri comparti. L'Italia ha costruito un modello di responsabilità sociale per fronteggiare un'emergenza che io penso possa essere di esempio anche per altri Paesi europei, nella piena consapevolezza che però i problemi restano", ha affermato il ministro, sottolineando come la fase di incertezza internazionale richieda un monitoraggio continuo e nuovi strumenti di intervento.
Per affrontare l'evoluzione del contesto globale, il Mimit ha avviato un confronto diretto con i principali player del settore raffinazione attivi sul territorio nazionale. "Siamo in una situazione emergenziale e dobbiamo predisporre anche altri strumenti. Insieme a Pichetto Frattin abbiamo convocato le aziende che hanno raffinerie nel nostro Paese, molte sono multinazionali, in un tavolo apposito per concordare con loro sia le richieste da realizzare in Europa, perché l'Ue può e deve intervenire, sia altri strumenti che ci consentono di fronteggiare nuove emergenze che si profilano all'orizzonte", ha spiegato Urso.
Il titolare delle Imprese ha infine ripercorso le azioni a tutela del patrimonio industriale della raffinazione italiana, a partire dal polo siciliano di Priolo fino ai recenti assetti societari del settore. "Noi abbiamo preservato le nostre raffinerie, lo abbiamo fatto sin dall'inizio della legislatura creando un cordone sanitario intorno alla prima raffineria italiana a Priolo, che visiterò sabato mattina, con la nuova proprietà che se non fossimo intervenuti in quei giorni del novembre del 2022, appena giunti al governo, sarebbe stata chiusa da lì a poche settimane come effetto delle sanzioni europee giuste e legittime alla Russia. Abbiamo salvaguardato quello stabilimento e ora l'abbiamo accompagnato nelle nuove mani italiane, ma anche con l'esercizio responsabile previdente della golden power quando alcune raffinerie italiane sono state cedute in questi anni a multinazionali straniere. L'ultima sono quelle di Socar, in quelle prescrizioni abbiamo chiesto che siano preservate produzione e approvvigionamenti nel territorio nazionale", ha concluso il ministro.
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