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- Roma - Giovedì 28 Maggio 2026
Usa: Francesca Albanese di nuovo nella blacklist delle persone sanzionate
I rapporti tra Washington e le Nazioni Unite si inaspriscono ulteriormente, con gli Stati Uniti che reintroducono sanzioni economiche contro Francesca Albanese, Relatrice speciale sui diritti umani nei territori palestinesi. Dopo una temporanea revoca delle misure punitive, il governo americano ha ripristinato il blocco a causa delle posizioni critiche della diplomatica nei confronti delle strategie israeliane. Questo provvedimento segna un ritorno alla fermezza da parte dell'amministrazione Trump nei confronti di funzionari stranieri critici.
I canali della diplomazia internazionale tra Washington e i vertici del Palazzo di Vetro registrano un nuovo inasprimento dei rapporti, confermando la linea intransigente della Casa Bianca nei confronti dei funzionari stranieri più critici verso le strategie difensive israeliane.
Il governo degli Stati Uniti ha disposto il reinserimento ufficiale all'interno della propria lista di soggetti sottoposti a sanzioni economiche e restrittive per Francesca Albanese, la giurista che ricopre l'incarico di Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati.
Il provvedimento segna il ritorno a un regime di massima fermezza da parte delle autorità americane, congelando una situazione che aveva visto una temporanea schiarita burocratica soltanto nelle scorse ore. Di recente, infatti, le misure punitive a carico della diplomatica erano state momentaneamente revocate dagli uffici di Washington, un atto formale dovuto per dare esecuzione e conformarsi a una specifica ordinanza emessa da un organo giudiziario.
Tuttavia, i portavoce dell'amministrazione guidata da Donald Trump avevano immediatamente gettato acqua sul fuoco, precisando come lo sblocco della posizione della relatrice costituisse esclusivamente una parentesi transitoria e strettamente legata ai tempi tecnici del ricorso legale.
Una volta superati i passaggi in tribunale, l'esecutivo statunitense ha confermato la propria linea originaria, riattivando i blocchi finanziari e di visto a carico della funzionaria dell'Onu, finita da tempo nel mirino dei falchi della Casa Bianca a causa delle sue posizioni e delle severe relazioni governative redatte contro la condotta militare e politica di Gerusalemme.
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