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  • Roma - Lunedì 25 Maggio 2026

Usa: nuovo ricovero per Donald Trump, giallo sulla sua salute

Il tycoon torna nel blindatissimo centro medico militare per il quarto check-up ufficiale dall'inizio del mandato. L'amministrazione minimizza e attacca la stampa con la pagina web 'Wall of Shame', ma i media Usa sollevano dubbi su possibili problemi cardiovascolari, cerotti sospetti e segni di sonnolenza. Il fantasma del caso Biden tormenta l'ala West Wing.

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Il bollettino medico del Commander-in-Chief torna a trasformarsi nel segreto di Stato più scottante e dibattuto di Washington, riaprendo la complessa discussione sui limiti dell'età avanzata per i leader della prima potenza mondiale. Donald Trump ha varcato nuovamente l'ingresso del Walter Reed Medical Center, formalizzando il suo quarto appuntamento clinico di rilievo noto all'opinione pubblica dall'inizio della sua seconda presidenza.

La portavoce della Casa Bianca ha tentato immediatamente di disinnescare il potenziale danno d'immagine, derubricando la visita a semplici accertamenti di routine: "Sta bene", hanno tagliato corto gli uffici presidenziali.

Tuttavia, la mossa non ha fatto altro che rinfocolare i sospetti e i timori diffusi sullo stato di salute reale del presidente, che si appresta a spegnere 80 candeline il prossimo 14 giugno, consolidando il record di uomo più anziano ad aver mai giurato sulla Bibbia nella storia degli Stati Uniti.

La scelta di trasferire il leader repubblicano nel polo ospedaliero del Maryland, nonostante l'ala Ovest della Casa Bianca sia dotata di una clinica interna permanente e di un ampio staff medico di altissimo livello, risponde alla necessità di utilizzare apparecchiature diagnostiche di ultima generazione non trasferibili.

I dubbi dei corrispondenti politici americani affondano le radici nei precedenti clinici recenti: l'ultima volta che Trump ha frequentato la struttura militare era stato sottoposto a una tac preventiva per "escludere eventuali problemi cardiovascolari", come aveva dettagliato lo scorso aprile il medico personale Sean Barbarella. Una giustificazione ufficiale che però aveva lasciato scettici molti analisti e che oggi si scontra con le indiscrezioni giornalistiche che da mesi documentano anomalie fisiche evidenti, quali cerotti vistosi sulle mani, caviglie insolitamente gonfie e ricorrenti episodi di sonnolenza durante i vertici operativi.

La risposta del tycoon alle speculazioni della stampa ricalca la collaudata strategia dello scontro frontale e della vittimizzazione mediatica. Trump ha rispedito al mittente ogni illazione sulla sua tenuta fisica, arrivando a bollare i retroscena del New York Times e dei network televisivi liberal come atti di vero e proprio "tradimento" orchestrati per diffamarlo attraverso la propagazione di fake news.

Durante le ultime campagne elettorali, il leader del movimento MAGA aveva costruito gran parte della propria narrazione sul vigore fisico, schernendo l'andamento incerto di Joe Biden e vantandosi di aver superato brillantemente complessi test cognitivi. Oggi, ironia della sorte, si ritrova assediato dagli stessi identici quesiti di natura neurologica e clinica che avevano travolto il suo predecessore fino a costringerlo al ritiro. Per stroncare il dissenso, la Casa Bianca ha persino inaugurato la 'Wall of Shame', una lista di proscrizione online dove vengono inseriti i nomi dei giornalisti e degli esperti colpevoli di sollevare dubbi sulla salute presidenziale.

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