
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 14 Ottobre 2026
Vannacci: "Meloni? Se mi chiama rispondo subito, ma solo su punti chiari"
Il leader di Futuro Nazionale, ospite a Radio1, lancia un ultimatum al governo sull'accordo per il gasolio russo e le spese per Kiev. Stoccata al centrosinistra e critiche da Mario Monti in Aula: "Non temetelo, combattetelo".
"Se il Presidente del Consiglio mi chiama, anche adesso, rispondo anche subito. È lei il padrone di casa, è lei che accoglie gli ospiti sulla soglia, non sono certo io ad autoinvitarmi. Però ho detto anche che qualsiasi intesa si fa sulla base di punti programmatici, definiti nel tempo, molto chiari e inequivocabili".
Con queste parole il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, è intervenuto nel corso della trasmissione Ping Pong su Rai Radio1, mostrando un'apertura al confronto con il centrodestra pur rivolgendo dure stoccate agli esponenti della maggioranza.
L'ex generale ha infatti criticato la gestione delle trattative politiche interne all'area di governo: "Il Presidente del Consiglio ha dato mano libera ai suoi sgherri, La Russa, Bignami, Ronzulli, Lupi, che si sono pronunciati in maniera totalmente negativa per un eventuale accordo sul futuro, cercando di rosicchiare così, con il feticcio del voto utile, punti a Futuro Nazionale. Il Presidente Meloni non si è mai espresso, quindi si tiene questa finestra di apertura per vedere se a ridosso delle elezioni questa ipodestra potrebbe in qualche modo farcela senza Futuro Nazionale. Qualora non ce la dovesse fare, come secondo me succederà, allora riaprirà la porta dicendo: 'No, ma non sono io quella che si è espressa, sono stati altri, adesso l’accordo è possibile'".
Sottolineando le differenze metodologiche del proprio movimento, ha ribadito: "Futuro Nazionale invece ha un approccio molto più pragmatico. Futuro Nazionale fa gli accordi non sulle intenzioni ma su dei punti programmatici chiari e cronoprogrammati. Quindi noi stiamo già mettendo a punto quelli che sono i punti sui quali non transigeremo".
Nel corso dell'intervista non sono mancati gli attacchi frontali verso la coalizione d'opposizione: "Il mio programma è completo di posizioni contrarie al campo largo, ma sulle quali non serve neanche insistere. È il campo del no a tutto: no alla Tav, no al Tap, no al gas, no alle caldaie, no alle infrastrutture, no al petrolio, no alle trivelle. Però vogliono fare di più solamente per quanto riguarda le tasse: vogliono tassare il patrimonio, vogliono tassare l'eredità, vogliono tassare tutto. Quindi il campo largo per me rappresenta un girone infernale del quale non vorrei neanche parlare".
Spostando il focus della riflessione sui dossier di politica estera, il fondatore di Futuro Nazionale ha difeso la condotta del presidente statunitense Donald Trump sull'approvvigionamento energetico: "Sulle questioni di geopolitica e di geoeconomia non possiamo fare catechismo. Non possiamo dare delle valutazioni morali, dobbiamo essere pragmatici. Trump sta facendo gli interessi degli Stati Uniti e ci sta riuscendo molto bene. Lui ha la necessità di far scendere il prezzo del gallone della benzina e del gasolio negli Stati Uniti da qui alle elezioni di midterm, e quindi comprando gasolio dalla Russia e soprattutto congelando tutti i tipi di sanzioni alla Federazione russa per sei mesi, consente di incrementare la quantità di prodotto raffinato che viene messo nel mercato e molto probabilmente di farne scendere il prezzo".
Contestualmente, Vannacci ha criticato la linea adottata dalle istituzioni comunitarie: "È certo che questo si ritorce contro l'Unione europea, che invece continua in maniera testarda e ingiustificata a rifiutare qualsiasi provvedimento che coinvolga la Federazione russa ma che porterebbe dei vantaggi all'Unione europea stessa, che si trova ingabbiata su più fronti. Da una parte paga l'energia più cara di qualsiasi altra area industrializzata del pianeta e quindi pecca in competitività e in produttività, mantenendo le sanzioni nei confronti della Federazione russa e non solo, finanziando una guerra che va addirittura a distruggere le raffinerie russe, che sono quelle che potrebbero immettere più prodotto raffinato nel mercato. Praticamente un atteggiamento masochistico, e questo lo dobbiamo dire pragmaticamente, al di là di quelli che possono essere giudizi morali o etici".
In merito all'evoluzione del conflitto in Ucraina e agli stanziamenti finanziari decisi a sostegno di Kiev, la linea espresse resta perentoria: "Ho sempre detto che una brutta pace è sicuramente meglio di una brutta guerra, non che io voglia trasformare una pace in una resa e, visto che la situazione non sta cambiando e che l'esercito russo continua inesorabilmente ad avanzare sul territorio ucraino, per quanto la pace di oggi ci costerà, ci costerà sicuramente meno della pace di domani. La guerra di oggi la paghiamo noi. Facendo bene i conti, noi abbiamo già dato all'Ucraina 6 miliardi e 200 milioni di euro in contributi bilaterali e circa altri 14 miliardi tramite l'Unione europea, che rappresentano il 13% di quei 110 miliardi che l'Europa ha già immobilizzato, versato o garantito all'Ucraina. Credo che in un momento di crisi come quello che stanno passando tutti gli italiani che non arrivano a fine mese, avere quei 20 miliardi per poterli dedicare a quelle che sono le vere priorità, le vere necessità degli italiani, sarebbe stata una cosa alquanto raccomandabile. Continuo sulla mia linea e non la cambierò: è una delle linee rosse che ho fermamente stabilito nel mio partito e nella politica che portiamo avanti".
Sul ruolo e il peso politico di Vannacci è intervenuto in Aula al Senato l'ex premier e senatore a vita Mario Monti, che rivolgendosi direttamente alla presidente del Consiglio nel dibattito sulle comunicazioni ha affermato: "La volta scorsa in questa occasione credo che lei sia apparsa a tutti molto preoccupata dell'onorevole Vannacci e ha dedicato buona parte del suo intervento a questo, con una sorta di assillo esistenziale e politico. Secondo me non deve. Ho avuto occasione di avere uno scambio di opinioni con l'onorevole Vannacci e non c'è proprio necessità di temerlo: se le opinioni che noi riscontriamo in lei, sempre più mature, sul tema europeo sono sincere e lei è pronta a battersi per quelle, non tema Vannacci. Faccia fare a qualcuno dei suoi la fatica di leggere questo ponderoso programma e si sgretola da sé. Quindi, non rincorretelo, combattetelo".
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24















