
- Prima Notizia 24
- Venezia - Martedì 6 Ottobre 2026
Veneto orientale, 24 milioni per la nuova condotta: acquedotti più collegati contro la siccità
Finanziato dal Mit il primo tratto tra il potabilizzatore di Ca’ Solaro e la Gazzera. Veritas chiede risorse anche per completare la linea litoranea e potenziare gli impianti.
Rafforzare i collegamenti tra gli acquedotti per affrontare meglio la siccità e le possibili crisi di approvvigionamento. È l’obiettivo della nuova condotta di interconnessione del Veneto orientale, il cui primo stralcio ha ottenuto un finanziamento di circa 24 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, attraverso il Fondo idrico del Pnrr.
Le risorse riguardano il tratto che collega l’impianto di potabilizzazione di Ca’ Solaro alla Gazzera. L’opera è parte di un progetto più ampio, pensato per mettere in comunicazione diverse fonti e reti acquedottistiche e aumentare la capacità del sistema di rispondere alle situazioni di carenza d’acqua.
A sottolineare il valore del finanziamento è Veritas, società pubblica che gestisce rifiuti e servizio idrico integrato, di proprietà di 51 Comuni: 44 del Veneziano e sette del Trevigiano. Per l’azienda, l’intervento rappresenta un passo necessario nell’adeguamento delle infrastrutture alle esigenze del territorio e agli effetti dei cambiamenti climatici.
Il punto di partenza è l’età delle reti. Secondo quanto riferisce Veritas, le infrastrutture idriche sono in larga parte vetuste, con un’età media di circa ottant’anni. Una condizione che rende centrale il loro ammodernamento, soprattutto di fronte a crisi idriche che la società descrive come sempre più frequenti.
Il finanziamento del primo tratto lascia aperto il tema del completamento del programma. Veritas ha infatti chiesto risorse per l’intera linea litoranea veneta, da Porto Marghera a Portogruaro, della quale l’opera appena finanziata costituisce il primo stralcio.
Le richieste comprendono anche il potenziamento e l’adeguamento del potabilizzatore di Ca’ Solaro e delle linee acquedottistiche del Veneto orientale, a partire dalle adduttrici provenienti dai pozzi di Candelù.
Sono interventi che, nella strategia indicata dalla società, concorrono a un unico obiettivo: rendere l’approvvigionamento più affidabile attraverso una maggiore integrazione delle reti.
I 24 milioni assegnati consentono di avviare una parte del percorso; il completamento delle altre opere resta legato al reperimento dei finanziamenti richiesti.
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