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- Verona - Venerdì 25 Settembre 2026
Verona, esami della patente con microauricolari e telecamere nascoste: 41 persone rinviate a giudizio
Inchiesta quadriennale di Polizia Locale e Stradale svela un'organizzazione strutturata. Sequestrati 40mila euro e ritirate 27 patenti.
Un sistema ben strutturato e collaudato per consentire il superamento illecito dell'esame teorico della patente di guida, attraverso suggerimenti inviati dall'esterno tramite apparati tecnologici sofisticati, è stato sgominato a Verona.
L'operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica scaligera, è il frutto di un'articolata attività investigativa durata oltre quattro anni e condotta in sinergia dalla Polizia Locale, avvalendosi del proprio Laboratorio Analisi Documentale, e dalla Polizia Stradale.
L'indagine ha preso le mosse nel 2022 a seguito di un controllo effettuato dalla Stradale presso i locali della Motorizzazione Civile di Verona, dove un candidato era stato sorpreso con dispositivi elettronici celati sotto gli abiti per ricevere le risposte ai quiz da remoto.
Gli accertamenti tecnici condotti sui telefoni e sulle schede SIM sequestrate hanno permesso agli agenti di ampliare il raggio d'azione, portando a un ulteriore riscontro nel dicembre dello stesso anno, quando la Polizia Locale ha intercettato e perquisito un veicolo in sosta all'esterno della sede d'esame, all'interno del quale si trovavano strumentazioni elettroniche destinate ai candidati.
I successivi approfondimenti analitici sui messaggi e sul traffico telefonico hanno consentito di collegare numerosi episodi che coinvolgevano aspiranti automobilisti provenienti da diverse regioni del Nord Italia.
L'impianto investigativo ha portato all'esecuzione di dodici perquisizioni locali e personali tra abitazioni, uffici e punti vendita di SIM card dislocati nei comuni di Bologna, Vicenza, Reggio Emilia e San Bonifacio.
Gli inquirenti hanno così delineato la mappa di un'organizzazione con ruoli nettamente definiti: dal reclutamento dei clienti al confezionamento degli abiti e delle apparecchiature, fino all'accompagnamento fisico alle prove d'esame e all'incasso delle somme, pattuite con tariffe comprese tra i due e i tremila euro a candidato.
Nel corso delle attività di polizia giudiziaria sono stati posti sotto sequestro circa 40mila euro in contanti, microcamere, microauricolari, indumenti modificati ad hoc e decine di utenze telefoniche intestate a soggetti inesistenti, oltre all'elevazione di sanzioni amministrative per un importo superiore ai 10mila euro.
A conclusione degli accertamenti, 41 persone sono state rinviate a giudizio con l'accusa di falsa attribuzione di lavori altrui in esami pubblici; contestualmente, su disposizione del pubblico ministero, si è proceduto al sequestro e al ritiro cautelare di 27 patenti di guida conseguite fraudolentemente.
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