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  • Roma - Giovedì 1 Ottobre 2026

Volo Dubai-Tel Aviv dirottato, l'ira di Ben Gvir: "Chiederò l'estradizione del pilota terrorista, lo attende l'inferno"

Il sospettato di origini omanite si trova in custodia in Arabia Saudita. Il premier israeliano Netanyahu su Fox News: "È stato radicalizzato dall'Islam, voleva far schiantare l'aereo e uccidere i passeggeri".

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Tensione altissima sul fronte internazionale dopo il sventato dirottamento del volo Flydubai FZ1073 decollato dagli Emirati Arabi Uniti e diretto in Israele. Mentre le indagini cercano di far luce sulle intenzioni dell'uomo alla guida del velivolo, da Tel Aviv arrivano reazioni durissime da parte dei vertici istituzionali e di governo.

Il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, è intervenuto con toni perentori sui social network annunciando un'iniziativa formale all'interno dell'esecutivo: "Chiederò in sede di Consiglio dei Ministri l'estradizione in Israele del pilota terrorista che ha tentato di colpire centinaia di israeliani innocenti. Qui sperimenterà in prima persona la mia politica carceraria: lo attende l'inferno in terra", ha affermato il ministro su X.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Times of Israel, Ben Gvir intende sollecitare il ministero della Giustizia e i canali diplomatici affinché vengano utilizzati tutti gli strumenti disponibili per processare l'uomo nel Paese: "Chiunque abbia pianificato di far schiantare un aereo e uccidere 180 israeliani dovrebbe essere estradato in Israele e pagare qui il prezzo più alto", ha ribadito.

La procedura di estradizione appare tuttavia complessa sotto il profilo del diritto internazionale. Il presunto attentatore, un cittadino omanita che svolgeva le funzioni di copilota, si trova attualmente detenuto in Arabia Saudita, dove l'aereo è stato costretto ad atterrare. Né Riad né Mascate mantengono relazioni diplomatiche formali con Israele.

Fonti di stampa israeliane indicano che il sospettato potrebbe essere prima trasferito negli Emirati Arabi Uniti — Paese con cui Tel Aviv ha stretto legami diplomatici pur in assenza di un trattato bilaterale di estradizione — dove il procuratore generale Hamad Saif Al Shamsi ha già istituito una commissione d'inchiesta.

Un funzionario governativo ha rilevato come le evidenze preliminari facciano ipotizzare un gesto estremo: "Non possiamo affermarlo con certezza finché l'indagine non sarà conclusa, ma sembra proprio che fosse un suicida che probabilmente avrebbe tentato di far precipitare l'aereo".

Dettagli sull'evoluzione dell'inchiesta sono stati resi noti anche dal primo ministro Benjamin Netanyahu nel corso di un'intervista rilasciata all'emittente statunitense Fox News. "L'attentatore è sotto inchiesta. Ecco cosa sappiamo: è stato radicalizzato dall'Islam", ha spiegato il premier israeliano, citando le parole pronunciate dall'uomo durante i concitati momenti a bordo: "Lui dice all'equipaggio: 'Uccidetemi'. È chiaro che intendesse suicidarsi, far schiantare l'aereo".

Nel corso dell'intervento, Netanyahu ha elogiato il comportamento delle persone presenti a bordo parlando di "incredibile coraggio" dimostrato dai passeggeri e commentando: "Pensateci, se doveste trovarvi su un volo dirottato la prossima volta assicuratevi di avere un israeliano seduto accanto a voi".

Il capo del governo di Tel Aviv ha infine addebitato l'azione a matrici ideologiche e antisemite: "Non conosco il background preciso di questa persona, dell'attentatore, ma ovviamente odiava gli israeliani, perché stava per ucciderne circa 170 su questo aereo, uccidendo anche se stesso", ha dichiarato Netanyahu, concludendo che "questo è fanatismo e odio di livello incalcolabile" e indicando il timore che l'Iran possa sfruttare la situazione per condurre ulteriori azioni mirate contro obiettivi israeliani.

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