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- Roma - Venerdì 9 Ottobre 2026
Volo Flydubai, la Procura emiratina: "Il copilota voleva schiantare l'aereo e fare una strage come l'11 settembre"
Il ventinovenne omanita, radicalizzatosi in Australia, aveva compiuto due voli di ricognizione prima dell'attacco.
Un piano terroristico studiato nei minimi dettagli per provocare una strage di vaste proporzioni allo scalo di Tel Aviv, sulla falsa riga degli attentati che fecero crollare le Torri Gemelle nel 2001. È quanto emerso dalle indagini condotte dalle autorità degli Emirati Arabi Uniti in merito all'incidente che lo scorso 30 settembre ha visto coinvolto il volo Flydubai FZ1073, decollato da Dubai e diretto in Israele.
A rendere noti gli sviluppi dell'inchiesta è stato il procuratore generale emiratino, Hamad Al Shamsi. Stando alle risultanze investigative, il ventinovenne omanita Hamam al-Hammami, copilota dell'aereo arrestato dalle forze di sicurezza, avrebbe intrapreso la carriera nell'aviazione civile con il preciso obiettivo di compiere un'azione d'impatto eccezionale.
Gli inquirenti hanno collocato l'inizio del processo di radicalizzazione di Hamam al-Hammami al 2017, periodo in cui risiedeva in Australia per ragioni di studio a Melbourne. Nel suo percorso professionale il pilota aveva prestato servizio presso la compagnia Oman Air tra il 2020 e il 2024, per poi passare brevemente alle dipendenze di Royal Air Maroc nel 2025 e firmare infine per Flydubai nel gennaio del 2026.
L'attività d'indagine ha inoltre evidenziato come al-Hammami avesse impiegato due precedenti tratte operative sulla linea Dubai-Tel Aviv per effettuare un'accurata ricognizione della rotta e dell'infrastruttura aeroportuale di destinazione.
Gli inquirenti della Procura emiratina stanno ora vagliando le registrazioni di bordo, le perizie tecniche sui sistemi di volo e gli eventuali legami con complici o reti di supporto.
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