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- Roma - Venerdì 10 Luglio 2026
"Tra Italia e Cina", il libro di Daniela Caruso racconta 55 anni di dialogo e dedica dodici pagine all'esperienza di Michele De Gasperis
Un'opera di Daniela Caruso esplora le relazioni Italia-Cina, evidenziando il ruolo di Michele De Gasperis nella diplomazia economica e nella cooperazione.
di Maurizio Pizzuto
Non un semplice saggio storico sulle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina, ma un'opera che intreccia memoria, politica internazionale, diplomazia, economia e società civile per raccontare come il dialogo tra due mondi possa diventare un patrimonio condiviso.
È questa l'impostazione di "Tra Italia e Cina. Cinquantacinque anni di relazioni bilaterali. Costruire la comunicazione e superare le differenze", il volume firmato da Daniela Caruso e pubblicato da Eurilink University Press, presentato nella Sala del Carroccio del Campidoglio. Un lavoro di ricerca che ripercorre oltre mezzo secolo di rapporti tra Roma e Pechino, analizzando il contributo delle grandi figure che hanno segnato questa storia – da Pietro Nenni ad Aldo Moro, fino a Enrico Mattei – ma che sceglie anche di raccontare il presente attraverso i protagonisti contemporanei della cooperazione italo-cinese.
Tra questi, un ruolo di particolare rilievo viene riservato a Michele De Gasperis, presidente dell'Istituto Italiano OBOR, al quale l'autrice dedica un'ampia sezione del volume – dodici pagine – inserendolo tra gli "Italiani in Cina" come esempio di una nuova generazione di costruttori di relazioni internazionali.
Una scelta editoriale che assume un valore significativo. Daniela Caruso non si limita infatti a ricostruire il percorso professionale di De Gasperis, ma lo presenta come una figura capace di trasformare la diplomazia economica in una rete concreta di collaborazioni tra istituzioni, amministrazioni, imprese e territori, individuando nella sua attività uno dei riferimenti più rappresentativi dell'attuale fase delle relazioni euro-asiatiche.
Nel corso della presentazione del volume, De Gasperis ha espresso il proprio apprezzamento per la scelta dell'autrice, sottolineando come il libro rappresenti molto più di una ricostruzione storica.
Secondo il presidente dell'Istituto Italiano OBOR, il vero messaggio dell'opera è che la diplomazia, da sola, non basta. I governi possono creare le condizioni politiche favorevoli, ma sono le persone, le università, le imprese, le associazioni e i territori a costruire nel tempo rapporti destinati a durare.
Nel suo intervento, De Gasperis ha richiamato il principio cinese dell'"armonia senza uniformità", evidenziando come la cooperazione internazionale non debba mai significare omologazione culturale, ma capacità di valorizzare le differenze trasformandole in un'opportunità di crescita reciproca. Un concetto che, secondo il presidente dell'Istituto Italiano OBOR, trova oggi sorprendenti punti di contatto anche nelle più recenti riflessioni della dottrina sociale della Chiesa e nelle nuove strategie dedicate all'economia sociale.
Particolare attenzione è stata dedicata proprio alle prospettive future della collaborazione tra Italia e Cina.
De Gasperis ha infatti indicato nell'economia sociale uno dei terreni più promettenti per sviluppare nuove partnership, ricordando come il recente Piano d'Azione nazionale italiano e il XV Piano Quinquennale cinese individuino ambiti comuni nei quali costruire progetti capaci di coniugare sviluppo economico, innovazione tecnologica, partecipazione e benessere delle comunità. Robotica, intelligenza artificiale e servizi alle città, ha spiegato, rappresentano strumenti che dovranno essere orientati non alla sostituzione delle persone, ma al miglioramento della qualità del lavoro e della vita collettiva.
Il volume di Daniela Caruso consegna così al lettore una riflessione che guarda ben oltre la cronaca diplomatica. Il dialogo tra Italia e Cina viene descritto come un processo in continua evoluzione, destinato a consolidarsi soltanto attraverso la conoscenza reciproca, la costruzione di rapporti umani e la realizzazione di progetti condivisi.
Ed è proprio in questa prospettiva che si inserisce il riconoscimento attribuito a Michele De Gasperis: non un semplice profilo biografico, ma il riconoscimento del ruolo svolto negli ultimi anni nella promozione delle relazioni italo-cinesi, tanto da meritare uno spazio organico di dodici pagine all'interno di un'opera destinata a raccontare i protagonisti contemporanei di questo lungo percorso di cooperazione.
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