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  • Milano - Martedì 7 Luglio 2026

Accoltellamento choc a Milano, l'aggressore resta in carcere: "Può colpire ancora". Nel mirino la foto profilo di WhatsApp

Convalidato l'arresto del ventiduenne italo-gambiano che ha ridotto in fin di vita un passante.

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Resta in carcere Lamin Saidilly, il ventiduenne italo-gambiano arrestato sabato scorso a Milano dopo aver colpito con circa venti coltellate un uomo di 55 anni, colto alle spalle in strada.

Il gip Luigi Iannelli ha accolto la richiesta del pubblico ministero Elio Ramondini, convalidando il fermo e disponendo la custodia cautelare in carcere per i pericoli di fuga e di reiterazione del reato.

Il giudice ha confermato l'imputazione di tentato omicidio aggravato dai futili motivi, escludendo invece la premeditazione. A pesare sulla decisione sono state anche le raggelanti parole pronunciate dal giovane subito dopo la cattura, quando ha confidato agli agenti di essersi divertito e di volerlo rifare non appena fuori.

Le indagini si stanno concentrando in queste ore sul materiale informatico e cartaceo riconducibile all'indagato. Sotto la lente degli investigatori è finita l'immagine del profilo WhatsApp del giovane, che ritrae un guerrigliero islamico con la kefiah, chinato in preghiera su un tappeto nella sabbia e con un fucile d'assalto al fianco.

Nonostante la natura dell'immagine, gli inquirenti precisano che al momento non sono emersi ulteriori elementi concreti che possano far ipotizzare un reale percorso di radicalizzazione religiosa o ideologica.

Durante la perquisizione nella casa di famiglia a Conegliano, nel Trevigiano, la Digos ha inoltre sequestrato diversi fogli in formato A4 contenenti appunti manoscritti in cui l'autore esprimeva la chiara volontà di compiere azioni violente utilizzando proprio lame e coltelli.

Il provvedimento del magistrato mette in luce la spiccata pericolosità sociale del ventiduenne, già emersa durante un precedente periodo di detenzione nel Regno Unito. All'interno di un carcere inglese, infatti, Saidilly aveva collezionato numerosi rapporti disciplinari per aver aggredito il personale penitenziario, ricorrendo in alcune occasioni all'uso di lame rudimentali fabbricate artigianalmente.

Nell'ordinanza si evidenzia come il giovane, che ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio di garanzia, abbia agito con estrema e immotivata brutalità contro un perfetto sconosciuto, mostrando una totale indifferenza per la vita umana.

La polizia ha esaminato anche decine di pagine scritte in lingua inglese, prodotte dal ragazzo in gran parte durante la detenzione oltremanica. Dall'analisi dei testi è emerso che si tratta prevalentemente di testi di canzoni rap; i riferimenti ad armi da taglio presenti nelle strofe sono stati giudicati dai magistrati come episodici, decontestualizzati e privi di una reale valenza specifica, confermando per ora il quadro di un'esplosione di violenza incontrollata legata a una personalità fortemente instabile.

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