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- Roma - Sabato 11 Luglio 2026
Addio a Peppino di Capri, si spegne la voce romantica di un'Italia che sapeva ancora emozionarsi
Da "Champagne" ai trionfi di Sanremo, il mondo della musica perde uno dei suoi interpreti più eleganti. Colleghi, musicisti e protagonisti dello spettacolo ne ricordano il talento, la gentilezza e lo stile inconfondibile.
di Giovanna Guidi
Con la scomparsa di Peppino di Capri si chiude uno dei capitoli più affascinanti della musica leggera italiana. Se ne va un artista capace di attraversare oltre sessant'anni di carriera senza mai rincorrere le mode, restando fedele a un'eleganza musicale che lo ha reso uno degli ultimi grandi signori della canzone italiana.
Nato Giuseppe Faiella nell'isola di Capri, che avrebbe poi trasformato nel proprio nome d'arte, Peppino ha saputo fondere la tradizione melodica napoletana con il rock'n'roll americano, il twist, lo swing e il pop internazionale, diventando un autentico innovatore della musica italiana. Due vittorie al Festival di Sanremo, decine di successi senza tempo e milioni di dischi venduti hanno fatto di lui un protagonista assoluto dello spettacolo nazionale.
La sua "Champagne" è molto più di una canzone. È diventata una colonna sonora collettiva, capace di attraversare generazioni, matrimoni, feste, ricordi familiari e momenti di nostalgia. Un brano che continua ancora oggi a vivere nelle playlist di giovani e meno giovani, simbolo di una leggerezza mai banale.
Nel corso della sua lunga carriera Peppino di Capri ha conquistato la stima di artisti appartenenti a mondi musicali molto diversi. Edoardo Bennato, tra i colleghi che Peppino aveva pubblicamente indicato come particolarmente stimati, ha spesso riconosciuto il ruolo fondamentale avuto dal cantante caprese nel rinnovare la musica napoletana, aprendola alle contaminazioni internazionali senza tradirne l'identità. Lo stesso Peppino, negli ultimi anni, aveva dichiarato di seguire con interesse il percorso artistico di Bennato e delle nuove generazioni di musicisti partenopei.
Il ricordo di Peppino di Capri attraversa anche il mondo della televisione. Numerose sono state negli anni le apparizioni nei principali programmi Rai e Mediaset, dove era considerato un ospite capace di coniugare ironia, signorilità e straordinaria professionalità. Per molti conduttori rappresentava il simbolo di un'epoca nella quale la musica dal vivo era il cuore dello spettacolo televisivo.
Non meno significativo è il legame con il Festival di Sanremo, che lo vide trionfare due volte e che contribuì a consacrarlo definitivamente nell'Olimpo della musica italiana. Le sue interpretazioni restano ancora oggi tra le pagine più eleganti della storia della manifestazione.
Negli ultimi anni il grande pubblico aveva riscoperto la sua storia grazie al film televisivo "Champagne", dedicato alla sua vita artistica e personale, che aveva riportato al centro dell'attenzione un artista rimasto sempre lontano dagli eccessi del mondo dello spettacolo e profondamente legato alla sua Capri.
Sui social network, intanto, migliaia di fan stanno condividendo fotografie, vecchi vinili, video di concerti e ricordi personali. Un fiume di affetto che testimonia quanto Peppino di Capri abbia accompagnato la vita di milioni di italiani.
Con lui scompare uno degli ultimi interpreti di una stagione irripetibile della musica italiana, quella in cui una voce, un pianoforte e una melodia erano sufficienti per raccontare un'emozione.
Ma le grandi canzoni hanno un privilegio raro: sopravvivono ai loro interpreti. E così, ogni volta che risuoneranno le note di "Champagne", "Roberta", "Un grande amore e niente più" o "Non lo faccio più", Peppino di Capri continuerà a essere presente nella memoria collettiva del Paese, con quel sorriso elegante e quella voce che ha raccontato l'amore come pochi altri hanno saputo fare.
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