Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Martedì 14 Luglio 2026

Agcom: stop a oltre 120 milioni di telefonate selvagge dall'estero con numeri italiani

La Relazione Annuale al Parlamento: bloccate 90 milioni di chiamate fake da cellulare e 30 milioni da fisso. Editoria quotidiana in crollo verticale. Il mercato tlc sale a 29,5 miliardi trainato dalla fibra.

Condividi questo articolo

Oltre 90 milioni di chiamate fake provenienti dall'estero che utilizzavano in modo illecito un numero mobile italiano, e più di 30 milioni con numero fisso nazionale o anomalo, sono state bloccate in poco più di un mese, tra il 19 novembre e il 31 dicembre 2025. È il bilancio delle nuove e specifiche misure tecniche introdotte dall'Agcom per contrastare il fenomeno delle chiamate estere camuffate da nazionali, illustrate dal presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Giacomo Lasorella, durante la presentazione della Relazione Annuale 2026 al Parlamento, che ha preso le mosse proprio dal contrasto alle pratiche commerciali aggressive e dal nuovo Piano nazionale di numerazione.

"A seguito di questa intensa attività e grazie alla collaborazione degli operatori, tale fastidioso fenomeno è circoscritto e le segnalazioni riguardano oggi soprattutto chiamate originate dal territorio nazionale, circostanza che consente di ricostruirne il percorso e individuare più facilmente sia gli operatori inadempienti, sia eventuali call center irregolari", ha evidenziato con soddisfazione Lasorella, delineando un quadro di maggiore trasparenza e tutela per i consumatori.

Se le tlc mostrano scudi efficaci contro lo spoofing telefonico, il comparto dei media tradizionali affronta una crisi strutturale senza sosta, in particolare sul fronte della carta stampata. "La nota più dolente dal sistema dei media arriva dall'editoria quotidiana, che nel 2025 ha visto la diffusione delle copie cartacee crollare a 1,2 milioni di unità giornaliere, quasi un decimo di quanto si vendeva all'inizio del secolo", ha spiegato Lasorella. "Il calo è stato del 9,3% rispetto all'anno precedente. I ricavi delle aziende editoriali sono in netta flessione (-7,9%), rendendo i fondi pubblici un sostegno vitale che ormai pesa per quasi il 10% del totale del comparto".

Sul fronte televisivo, i canali tradizionali devono fare i conti con un mercato sempre più frammentato: "I primi tre operatori detengono ancora il 67% del mercato dei media con Rai al 26,6%, Comcast/Sky al 22% e Fininvest/Mediaset al 18,5%, ma devono fronteggiare la crescita delle piattaforme globali come Netflix, Dazn, Amazon e Disney+, che ormai pesano per il 23,3% delle risorse totali grazie ai loro contenuti premium".

Il mercato complessivo delle comunicazioni elettroniche ha registrato comunque una buona performance economica. Alla fine del 2025 il comparto è stimato a quota 29,5 miliardi di euro (in aumento del 4,5% rispetto ai 28,2 miliardi del 2024), con un peso sul Pil salito all'1,31%. Lasorella ha tuttavia descritto un andamento "a due velocità": da un lato la crescita costante della rete fissa (+20% rispetto al 2021), dall'altro la contrazione contenuta della rete mobile, i cui ricavi scendono dello 0,6% assestandosi poco sotto gli 11 miliardi.

"La crescita della rete fissa è trainata dagli investimenti in fibra, dalla domanda di connettività ultraveloce e dallo sviluppo di servizi digitali integrati, soprattutto per la clientela affari", ha precisato il presidente Agcom, aggiungendo che "la sfida decisiva per gli operatori di comunicazioni elettroniche sarà quella di trasformarsi in veri e propri hub di servizi digitali, superando il ruolo di semplici fornitori di connettività". I dati a fine dicembre 2025 indicano che la copertura della fibra ottica Ftth ("fino a casa") ha raggiunto il 77,6% delle famiglie italiane (+6,9% sul 2024).

A livello territoriale, la copertura si attesta al 50,2% nelle aree nere (a investimento privato), al 14,2% nelle aree grigie e al 13,2% nelle aree bianche (a fallimento di mercato). "Quasi metà dell'incremento annuo si concentra nelle aree grigie, mentre nelle aree bianche il processo appare più vicino alla saturazione", ha rilevato il presidente.

In chiusura, il presidente dell'Agcom ha sollevato una riflessione profonda sui risvolti etici e sociali legati all'evoluzione dell'intelligenza artificiale generativa e alla tutela della democrazia. "Assume un valore essenziale il messaggio che Papa Leone XIV ha affidato all'enciclica 'Magnifica Humanitas', la tecnologia 'non è neutrale, perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola, la usa'. Se la tecnologia riflette il volto di chi la progetta, la governa e la utilizza, spetta alle istituzioni fare in modo che quel volto resti riconoscibile, umano, responsabile", ha concluso Lasorella, richiamando l'attenzione sulla "salvaguardia del pluralismo informativo in rete, come premessa indispensabile per la tenuta della sfera pubblica e del confronto democratico".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti