
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 7 Luglio 2026
Attentato a Sigfrido Ranucci: Lavitola sotto indagine per strage, domani l'interrogatorio
L'ex giornalista è stato perquisito dai Carabinieri: sequestrati pc e telefoni. Individuati un intermediario e i quattro esecutori materiali.
Svolta nelle indagini sul grave attentato esplosivo che lo scorso ottobre ha preso di mira l'abitazione del giornalista Sigfrido Ranucci.
L'imprenditore ed ex editore dell'Avanti!, Valter Lavitola, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma con la pesantissima accusa di strage aggravata in concorso.
Lavitola, già al centro di passate vicende giudiziarie, è ritenuto dagli inquirenti il presunto mandante dell'azione criminosa e domani comparirà davanti al pubblico ministero per l'interrogatorio.
La notizia dello sviluppo investigativo è emersa a seguito di una perquisizione eseguita dai Carabinieri dei Nuclei investigativi di Roma e Frascati, che hanno provveduto al sequestro di smartphone e computer in uso all'imprenditore, supporti informatici che verranno ora sottoposti a una dettagliata analisi tecnica.
L'inchiesta, coordinata dal procuratore capo Francesco Lo Voi, è passata nelle mani del sostituto procuratore Edoardo De Santis dopo il trasferimento a Velletri del pm Carlo Villani che l'aveva avviata.
L'accusa di strage in concorso, aggravata dal metodo mafioso e dall'aver agito in più di cinque persone, viene contestata a Lavitola insieme a una rete di complici già individuati. Tra questi figura un cittadino camerunense di 47 anni, Gomes Clesio Tavares, dipendente dal 2017 nel ristorante romano di Lavitola in via Quattro Venti.
Secondo la ricostruzione della Dda, l'imprenditore avrebbe dato mandato a Tavares di reclutare soggetti capaci di reperire del materiale esplosivo e di piazzarlo. Lavitola avrebbe inoltre preso parte a un sopralluogo nei pressi della casa di Ranucci, situata in un comprensorio residenziale tra Pomezia e Torvajanica, e avrebbe successivamente consigliato al dipendente di allontanarsi in Camerun, offrendosi di coprire le sue spese legali.
Tavares avrebbe fatto da intermediario con il gruppo di fuoco, smantellato martedì della scorsa settimana con l'esecuzione di quattro misure cautelari tra le province di Napoli e Avellino.
Gli esecutori materiali dell'attentato sono identificati in Pellegrino D’Avino e la moglie Marika De Filippis (quest'ultima ai domiciliari), residenti ad Avella; Saverio Mutone, residente a Sperone, e il cinquantatreenne Antonio Passariello, originario di Cicciano e considerato il vertice del sodalizio. Fu proprio questo gruppo a posizionare e far detonare davanti alla residenza del conduttore televisivo un ordigno confezionato con "gelatina da cava".
Agli atti dell'inchiesta viene valutato anche un precedente contatto pubblico tra il giornalista e l'ex latitante: nel 2023, infatti, il quotidiano Il Riformista aveva pubblicato uno scatto fotografico che ritraeva proprio Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola a cena insieme, seduti a un tavolo del locale di proprietà di quest'ultimo nella Capitale.
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