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- Roma - Martedì 14 Luglio 2026
Caldo: in Europa è strage, 14 mila morti in più in un mese. A Roma 26 notti tropicali, allarme siccità
I dati di sei Paesi confermano il dramma di fine giugno. Relazione di Legambiente: "Nell'80% dei quartieri romani di giorno si superano i 40 gradi".
L’ondata di caldo record che ha colpito l’Europa occidentale tra la metà di giugno e l'inizio di luglio si conferma come uno dei disastri climatici più letali nella storia recente del continente.
Secondo un’analisi basata sui dati ufficiali preliminari sulla mortalità e sulle stime dei ricercatori dei sei Paesi più colpiti, durante il periodo di caldo estremo compreso tra il 18 giugno e il 1° luglio si sono registrati almeno 14.000 decessi in eccesso rispetto alla media degli anni passati. Nel dettaglio, le cifre indicano circa 6.800 decessi in più in Germania, 2.200 nel Regno Unito, 2.000 in Francia, 1.740 in Belgio, 480 nei Paesi Bassi e 810 decessi specificamente legati al caldo in Spagna.
In Italia l'emergenza si fa sempre più acuta, a partire dalla Capitale. A Roma si sono registrate ben 26 notti tropicali consecutive a partire dal 17 giugno, con temperature minime rimaste costantemente sopra i 20 gradi e precipitazioni pressoché nulle. Il dato emerge dall’aggiornamento dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale (Auba) sulla situazione idroclimatica, che conferma “il persistere dell’ondata di calore e l’aggravarsi della siccità”.
A livello distrettuale, giugno si è chiuso con il 48% di precipitazioni in meno rispetto alla media e temperature superiori di 3,4 gradi. Presso la stazione di Roma Centro (Collegio Romano) il caldo è stato ininterrotto: dal 17 giugno al 12 luglio si sono contate 24 giornate con massime pari o superiori a 35 gradi. Nei primi 12 giorni di luglio, ben 10 giornate hanno superato tale soglia, con una media delle massime di 35,9 gradi e un picco di 37,9 gradi registrato il primo luglio, mentre il valore record dell'intero episodio rimane quello di 40,1 gradi toccato il 29 giugno.
Sul fronte idrico, dopo un giugno che ha registrato appena 6,1 mm di pioggia (-86% rispetto alla media), nei primi 12 giorni di luglio sono caduti solo 1,8 mm. La siccità recente è considerata in campo "severo o estremo" in 126 dei 129 bacini monitorati dall'Auba. I bacini in siccità moderata o severa sono saliti da 45 a 54 (di cui 24 in condizione severa), con le situazioni più critiche rilevate nel Teramano (-1,77), nel Reatino (-1,62) e nel Pescarese (-1,60).
Il sub-ambito di Roma servito da Acea Ato 2 mantiene un deficit strutturale moderato (-1,05) ma presenta una siccità recente in campo estremo, intaccando il surplus accumulato durante l’inverno.
Il quadro termico della Capitale è reso ancora più allarmante dai dati della campagna “Che caldo che fa” di Legambiente. Dal 2015 al 2025, l'80% dei quartieri di Roma ha registrato in estate una temperatura media diurna al suolo compresa tra i 40 e i 45 gradi, e nel 12% dei casi superiore ai 45 gradi. Tra i quartieri più caldi spicca l’Alessandrino, nel quadrante est, che negli ultimi 10 anni ha registrato costantemente temperature diurne al suolo superiori ai 45 gradi, aggiudicandosi la maglia nera per carenza di alberature e scarsa cura del verde. Secondo il monitoraggio, il 70% dei punti analizzati è esposto direttamente al sole nelle ore centrali della giornata, con l'asfalto alle fermate degli autobus che sfiora i 60 gradi.
“Non è caldo, è crisi climatica. L’esecutivo stanzi subito i fondi per attuare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e definisca una strategia nazionale per i rifugi climatici”, denuncia con forza Legambiente. Pur dicendosi soddisfatta del “Piano Caldo” annunciato dal Campidoglio, l'associazione chiede al sindaco Roberto Gualtieri “subito più interventi di depaving e rigenerazione dei suoli urbani, più alberature e infrastrutture blu”, mentre al governatore della Regione Lazio, Francesco Rocca, viene chiesto di “far nascere finalmente un grande Parco regionale del Tevere”.
La morsa del caldo non risparmia la Toscana. A Firenze è stato confermato il codice rosso per le giornate di martedì 14, mercoledì 15 e giovedì 16 luglio, con temperature massime percepite rispettivamente di 38, 39 e 39 gradi. Nella giornata di lunedì la stazione meteorologica dell’Orto Botanico ha registrato una massima di 39 gradi, seguita dai 38,2 gradi del Giardino di Boboli e dai 37,5 gradi di Firenze Università. Già nelle prime ore del mattino di martedì i termometri segnavano 30,9 gradi all'Orto Botanico e 30,1 gradi a Boboli e Firenze Università.
Le elaborazioni meteo confermano che la presenza di aria calda in quota e l'assenza di perturbazioni manterranno le temperature a livelli critici senza alcuna attenuazione almeno fino a giovedì. La risposta europea a questa emergenza passa attraverso i cosiddetti "rifugi climatici" promossi dal Patto europeo per il clima. Il 15 luglio si celebra la Giornata europea per le vittime della crisi climatica globale, istituita nel 2023 in memoria delle alluvioni in Belgio e Germania del 2021.
In questa occasione sono state organizzate iniziative pubbliche a Venezia (con l'installazione di panchine climatiche e incontri su salute e calore) e a Nuoro, dove lo Spazio Ilisso viene presentato come il primo museo rifugio climatico della rete sarda. I dati complessivi forniti dall'Agenzia europea dell'ambiente ricordano del resto che l'Europa si sta riscaldando più rapidamente del resto del mondo e che il 95% dei decessi associati a eventi climatici estremi negli ultimi 40 anni è attribuibile alle ondate di calore (con quasi 48.000 morti nel solo 2023).
A livello globale, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stima che 3,6 miliardi di persone vivano in aree altamente vulnerabili e che, tra il 2030 e il 2050, la crisi climatica causerà 250.000 decessi aggiuntivi all'anno, rendendo ormai vitale la predisposizione di rifugi climatici pubblici come parchi, musei, biblioteche e centri civici dotati di ombra, acqua e supporto per le fasce di popolazione più esposte.
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