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  • Roma - Martedì 26 Maggio 2026

Coopera 2026, Tajani: “Nel mondo c’è voglia d’Italia, la cooperazione è parte della nostra identità”

Il ministro degli Esteri rilancia il valore del Piano Mattei e della solidarietà italiana: “Aiutare chi sta peggio significa costruire sviluppo e stabilità”.

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di Lorenzo Pisoni

L’Italia deve continuare a essere un punto di riferimento internazionale nella cooperazione allo sviluppo, valorizzando il proprio modello fondato su solidarietà, dialogo e crescita condivisa.

È il messaggio lanciato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani durante l’inaugurazione della conferenza “Coopera 2026”, ospitata all’Auditorium della Conciliazione di Roma.

Nel suo intervento, Tajani ha sottolineato come nel mondo esista una forte attenzione verso il modello italiano, considerato sinonimo di qualità della vita, accoglienza e capacità di costruire relazioni umane. “La cooperazione allo sviluppo rappresenta anche l’immagine dell’Italia che conta”, ha dichiarato il titolare della Farnesina, evidenziando come “ovunque si vada c’è voglia d’Italia”.

Secondo Tajani, il ruolo internazionale del Paese deve essere accompagnato da un forte impegno umanitario verso le popolazioni più fragili, con particolare attenzione all’Africa e alle aree colpite da conflitti e crisi umanitarie. “Dobbiamo aiutare chi sta peggio. Anche un bambino africano deve poter aumentare la propria aspettativa di vita”, ha affermato il ministro, richiamando il valore universale della solidarietà.

Nel corso del suo intervento, Tajani ha inoltre fatto riferimento alla situazione nella Striscia di Gaza, sottolineando positivamente lo sblocco degli aiuti alimentari destinati alla popolazione civile. “Prima viene la solidarietà, poi si vede cosa si può fare”, ha detto il ministro, ribadendo come la tradizione italiana della cooperazione sia legata a una dimensione umana e culturale profonda.

Per Tajani, infatti, esiste “una parte solidale dell’Italia di cui si parla troppo poco”, ma che continua a distinguere il popolo italiano nelle missioni internazionali, nei progetti di sviluppo e negli interventi umanitari.

Grande attenzione è stata dedicata anche al Piano Mattei, definito dal ministro come la trasformazione concreta di questa visione strategica dell’Italia verso l’Africa. Tra i progetti citati, Tajani ha ricordato le iniziative legate alla lavorazione del caffè africano attraverso tecnologie e strumenti italiani all’avanguardia, con l’obiettivo di creare occupazione, sviluppo locale e filiere produttive sostenibili direttamente nei Paesi africani.

Il ministro ha inoltre richiamato l’esperienza italiana in Niger, sottolineando come anche in contesti complessi, segnati da tensioni e colpi di Stato, la presenza italiana sia stata accolta positivamente dalle popolazioni locali. “In Africa c’è voglia d’Italia”, ha concluso Tajani, ribadendo il ruolo strategico della cooperazione internazionale italiana come strumento di pace, sviluppo economico e rafforzamento delle relazioni diplomatiche.

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