
- Prima Notizia 24
- Venerdì 24 Aprile 2026
Crans-Montana, scontro diplomatico sulle spese mediche: "L'Italia non pagherà"
Mentre la Svizzera chiede 100mila franchi per il soccorso dei feriti del rogo, l'ambasciatore Cornado invoca il principio di reciprocità. Intanto a Torino, la quindicenne Elsa lascia la terapia intensiva dopo 58 giorni.
Si apre un contenzioso diplomatico tra Roma e Berna a seguito della tragedia del rogo del Constellation a Crans-Montana.
La mutua svizzera ha infatti annunciato l'intenzione di chiedere all'Italia il rimborso di 100.000 franchi (circa 108.000 euro) per le cure prestate dall'ospedale di Sion a tre giovani italiani rimasti feriti nell'incendio.
La posizione svizzera è emersa durante l'incontro tra l'ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, e il presidente del Cantone del Vallese, Mathias Reynard, il quale ha spiegato di non avere margini normativi per abbuonare la cifra.
La risposta dell'Italia, tuttavia, è stata un secco rifiuto basato sulla cooperazione fornita durante l'emergenza. "L'Italia non pagherà le spese sanitarie per i feriti di Crans-Montana, di cui la Svizzera ha intenzione di chiedere il rimborso; il nostro Paese si è fatto carico per settimane della cura di due cittadini svizzeri all'Ospedale Niguarda di Milano e la protezione civile della Valle d'Aosta ha partecipato ai soccorsi con un proprio elicottero nelle prime ore della tragedia: c'è un principio di reciprocità che va rispettato", ha dichiarato con fermezza l'ambasciatore Cornado.
Mentre la politica discute dei costi, arriva una notizia di speranza dal fronte sanitario. Elsa, la studentessa di 15 anni di Biella rimasta gravemente ustionata nel rogo del 31 dicembre, è finalmente fuori pericolo.
Dopo 58 giorni di terapia intensiva al Centro grandi ustionati del CTO di Torino, la giovane è stata trasferita all'ospedale infantile Regina Margherita per l'ultima fase di recupero. La ragazza, arrivata a Torino con ustioni sul 55% del corpo, ha superato momenti drammatici.
"Siamo contenti di poter dire che la fase acuta, la fase a rischio della vita è superata, e adesso inizia la fase degli esiti", ha spiegato il direttore del Centro, Massimo Navissano, precisando che il passaggio in una struttura pediatrica servirà a rendere più "dolce" il rientro a casa.
Commossi i genitori, Lorenzo e Isabella, che hanno lodato l'equipe medica: "È stato un percorso molto difficile: non lo avremmo potuto superare senza l'aiuto di medici, infermieri e oss che ci hanno accompagnati passo per passo nelle nostre paure. Abbiamo lavorato come un team, ora per noi è come lasciare una famiglia".
Elsa ha già ripreso a studiare a distanza con un obiettivo chiaro: non perdere l'anno scolastico e tornare presto alla sua vita di quindicenne.
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